Strada facendo

Termoutilizzatore, dialogo cromatico nel segno di Jorrit Tornquist

L’autorevole firma dell’artista austriaco, naturalizzato italiano, che si impose per gli studi e le realizzazioni capaci di legare strutture urbanistiche e il colore, assurto a ruolo di materia
Adriano Baffelli

Adriano Baffelli

Commentatore

Il termoutilizzatore di Brescia - © www.giornaledibrescia.it
Il termoutilizzatore di Brescia - © www.giornaledibrescia.it

L’attenzione di questa nuova tappa di «Strada Facendo» è rivolta a uno dei simboli della capacità bresciana di creare opportunità laddove altri vedono solo aspetti problematici, che svetta con i suoi 120 metri di altezza sulla Tangenziale Sud e sul tratto di Autostrada A4 che corre tra Brescia Ovest e Brescia Centro. Parliamo del Termoutilizzatore – nato dalla progettazione dell’ingegner Lamberto Cremonesi, Studio Tecne Srl, oggi Crew, di Cremonesi Workshop, per la parte architettonica, strutturale e impiantistica dell’impianto; dell’ingegner Francesco Berlucchi e dell’architetto Massimo Gozzoli, architetto – e, nello specifico, del progetto cromatico di Jorrit Tornquist, con il quale seppe armonizzare la ciminiera dell’innovativo impianto, produttore di energia ricavata dai rifiuti, con l’ambiente che lo circonda.

L’artista austriaco, nato a Graz nel 1938 e scomparso nel 2023 in terra bergamasca, naturalizzato italiano, individuò un mix particolare tra un delicato accenno di grigio e un particolare azzurro, capace di mimetizzare la torre che a tratti pare integrarsi con il cielo della Leonessa. Un intervento da lui progettato nel 1996 e realizzato nel 2000, nel solco della sua capacità unica di indagare il colore come fenomeno fisico e percettivo, in relazione a luce, superficie e spazio, con particolare attenzione alle applicazioni in architettura. Per i critici del settore, la sua ricerca, fondata su un rigoroso metodo analitico, trasforma il colore in materia capace di generare spazio e conoscenza e, nelle opere mature, coinvolge lo spettatore in un’esperienza diretta.

In sintonia con la struttura energetica, premiata a livello internazionale con il Wtert 2006 Industry Award, come miglior impianto di termovalorizzazione del mondo, conferito dall'Advisory Board del Waste-to-Energy Research and Technology Council di New York per l’efficienza nel recupero di energia elettrica e termica, il ridotto impatto ambientale, la qualità nel trattamento e riutilizzo dei residui, l’accettazione da parte della comunità locale e la qualità estetica e architettonica della struttura. La definizione cromatica del Termoutilizzatore, allora Asm, oggi A2A, ha ricevuto i prestigiosi riconoscimenti: Adi Design Index, Selezione 2000; Mostra del XIX Premio Compasso d’Oro; Premio Internazionale Dedalo Minosse.

Riconoscimenti meritati da un’artista che ha intensamente vissuto un intenso percorso professionale dedicato alla ricerca del colore, occupandosi sovente anche del legame tra regole urbanistiche e componente cromatica. Jorrit Tornquist, prima di indagare colore, rapporto tra superfici e luce, tra architettura e ambiente, studia biologia e architettura. Con le sue scelte ha saputo ritagliarsi un preciso spazio, riconosciuto a livello internazionale, con interventi, installazioni, mostre, capaci di fare la differenza.

Il mimetismo del termoutilizzatore - © www.giornaledibrescia.it
Il mimetismo del termoutilizzatore - © www.giornaledibrescia.it

L’uomo che sapeva trattare il colore quasi fosse una materia, ha firmato altri interventi in città e provincia, ne ricordiamo alcune: impianto di depurazione a Verziano; Cantine della Valtenesi a Moniga sul Garda; illuminazione stradale di via Kennedy in città; sempre a Brescia, il tunnel con percorso pedonale e carrabile nella Galleria Tito Speri e l’Asilo nido aziendale dell’allora Asm. Porta la sua firma, in collaborazione con lo Studio Associato Arch. Cigognetti, Picardi, Ing. Vitale, anche il progetto cromatico del complesso residenziale «Violino», realizzato per la cooperativa La Famiglia di Brescia, nel quale il colore ha un ruolo di rilievo nella realizzazione delle case e nella percezione dello spazio abitato.

Un apporto di grande rilievo, da leggersi come uno spunto per guardare al legame tra architettura e ambiente, che va ben al di là del pur centrale aspetto concernente le scelte cromatiche per dipingere i muri. Pure la riqualificazione della Tangenziale Sud, nel 2008, registra il suo apporto per le definizioni cromatiche, mentre a Milano contribuisce alla realizzazione del Ponte di Expo 2015.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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