Il metaforico percorso di questa puntata di Strada facendo si snoda tra due terre sempre capaci di sorprendere per la loro bellezza, la Valcamonica e il Sebino. Nella mente il richiamo di un'assonanza: Esine e Iseo. Già, ai due paesi era legata Margherita Alberti Ameraldi, insegnante scomparsa la settimana successiva al Ferragosto di questa estate senza fine. Non ricoprì incarichi pubblici, né ruoli altisonanti, ma siamo in tanti ricordarla per la signorilità mista alla semplicità, che ne facevano una squisita conversatrice.
Chi era
Vedova di Oberto Ameraldi, figura di spicco del contesto storico e del mondo scolastico, scomparso nel 1990, legatissimo alla sua Esine, centro al quale dedicò intense ricerche storiche e letterarie. Anche per ricordare la corposa attività del compianto marito, Margherita sostenne iniziative nel segno della cultura.

È il caso della pubblicazione, risalente al 1996, «Una "libraria" nel turbine della Storia: Giansenismo, Classicismo e Risorgimento nella Biblioteca parrocchiale di Esine», curato da Vittorio Volpi, bibliotecario, letterato, autore di poderose pubblicazioni, con l'introduzione di Ugo Spini. L’autore pubblicò il suo ringraziamento, tra gli altri, a Margherita Alberti Ameraldi, evidenziandone «L'incoraggiamento, il sostegno e il supporto, anche con liberalità gratuita e appassionata che mira solo al progresso degli studi e della cultura».
Pacata e gentile
Per lunghi anni insegnante e cittadina di Iseo, Margherita Alberti Ameraldi ha sempre mantenuto saldo il rapporto con Esine e la sua comunità, tanto che si è spenta alla Fondazione Ninj Beccagutti Ets, Residenza socioassistenziale del paese camuno sovrastato dalla bellezza regalata dalla Chiesa di Santa Maria Assunta, impreziosita dagli affreschi di Giovanni Pietro da Cemmo. Sono in molti a ricordare la maestra Margherita, la sua pacatezza e la sua gentilezza. Anche la Rete testimonia l'apprezzamento nei suoi confronti. La ricorda con gratitudine su Facebook l'iseano Alberto Glisoni, parlando un caro ricordo che porta nel cuore e richiamando la proverbiale tranquillità e delicatezza dell'insegnante. Cara Margherita, conoscerti e ascoltare i tuoi ricordi più significativi è stato un dono. Che la terra ti sia lieve.



