«Attenti al lupo»: anche in Valtrompia aumentano gli esemplari

Risalendo l'orgogliosa e industriosa Valtrompia transito da Bovegno e alla mente s'affaccia il refrain di un'allegorica canzone del compianto Lucio Dalla, «Attenti al lupo», insieme al ricordo del recente allarme condiviso da Coldiretti Brescia sull'aumentata presenza del lupo in territorio lombardo, nel quale l'organizzazione degli agricoltori segnalava il rischio per allevamenti e pascoli.
Proprio un allevatore del paese valtrumplino testimoniava come negli ultimi due anni si siano verificate diverse predazioni nei confronti dell'allevamento di capre, che nei mesi estivi salgono nelle due malghe confinante con la zona di Montecampione. Attacchi estesi ad altri animali, segnalava l'allevatore Moris Tanghetti, ricordando di aver trovato pecore uccise, mentre asinelli appena nati sarebbero spariti nel nulla.
Il lupo è stato avvistato in diverse occasioni nella zona, creando preoccupazione negli operatori del settore. Situazione condivisa con molte altre località montane italiane, considerando che sono diventati migliaia – come evidenzia Coldiretti – gli animali tra pecore, mucche, capre, asini e cavalli che ogni anno vengono uccisi in Italia a causa degli attacchi dei lupi, mettendo a rischio, sempre secondo l'organizzazione agricola, la sopravvivenza degli allevamenti specialmente nelle aree montane e interne.
Un pericolo che riguarda anche la provincia di Brescia, con la crescita della presenza del lupo registrata in particolare nelle zone di montagna e nelle valli. Preoccupazione largamente diffusa anche in altri Paesi europei, tanto che il Comitato permanente della Convenzione di Berna, organo del Consiglio d'Europa, sulla Conservazione della Vita selvatica e degli Habitat Naturali, sottoscritta nel 1979, con obiettivo la conservazione della flora e della fauna selvatiche e degli habitat naturali e la promozione della cooperazione fra Stati, che ha votato a favore della richiesta dell'Unione europea di abbassare il livello di protezione per i lupi. Un indirizzo che per Coldiretti è in sintonia con le crescenti richieste da parte degli enti locali di maggiore flessibilità per gestire più attivamente le concentrazioni critiche di lupi. E pensare che a lungo si era temuta l'estinzione dell'orgoglioso animale ricco di fascino.
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