Questa tappa di Strada Facendo si sviluppa all'insegna di un percorso digitale. Ci siamo fermati in una delle piazze virtuali di maggiore rilievo tra le piattaforma digitali della categoria professional, parliamo di LinkedIn, che ha curato un sondaggio e ha pubblicato la relativa classifica, dal titolo «Città in Crescita 2026: 10 città in ascesa in Italia per lavoro e talenti».
La stessa evidenzia le aree del paese dove è maggiore l'opportunità di crescita, insieme ai principali fattori che ne trainano lo sviluppo: dalla tecnologia che sta ridisegnando Bari come hub dell'innovazione al Sud, all'industria manifatturiera e alla vena imprenditoriale di Brescia.
In graduatoria
Secondo i dati LinkedIn, Bolzano e Trento svettano fra le città italiane per la maggiore presenza di giovani under 25 sul mercato del lavoro. Spostandoci al Sud, «Bari si distingue invece come area dove si accede ai ruoli con meno esperienza pregressa», evidenzia la ricerca, aggiungendo: «Se si guarda alle città con più opportunità per gli early career, Vicenza emerge come il territorio più aperto ai giovani talenti».
I promotori dell'iniziativa sottolineano come uno dei fattori che incidono di più sulla nostra soddisfazione professionale potrebbe non essere il lavoro che facciamo o per chi lo facciamo, bensì il posto in cui viviamo. Secondo il sondaggio di LinkedIn «oggi in Italia due terzi dei professionisti (67%) dichiara di lavorare per vivere, e non il contrario: un segnale della crescente attenzione all'equilibrio tra ambizioni di carriera e qualità della vita».
Sempre più frequentemente la ricerca di tale equilibrio si effettua in territori diversi dalle grandi città. La prima classifica italiana Città in Crescita 2026, dedicata alle dieci città emergenti dove il mercato del lavoro è molto dinamico è interamente basata sui dati di LinkedIn, che ha seguito una metodologia che valuta ogni area considerando tre aspetti: la crescita delle assunzioni, l'aumento della domanda di lavoro e l'arrivo di nuovi talenti che scelgono di mettere radici nei capoluoghi di provincia interessati dalla rilevazione.
La classifica riguarda solamente aree metropolitane di medie dimensioni, escludendo ad esempio Milano, Napoli e Roma. Come si diceva, Brescia occupa il terzo posto. Tra le spiegazioni che gli autori del sondaggio indicano per spiegare la presenza sul podio della Leonessa d'Italia, si legge: Brescia è in crescita perché la città è uno dei motori manifatturieri del paese, con filiere siderurgiche ed energetiche guidate da gruppi come A2A e Ori Martin e una forte propensione all'export.
Dinamismo
Il dinamismo si riflette anche nel mercato immobiliare che è cresciuto molto nel periodo post-Covid. Tra i settori che assumono di più: produzione di macchinari, consulenza e servizi aziendali, fabbricazione di mezzi di trasporto. Tra i principali datori di lavoro figurano: Università degli Studi di Brescia, Spedali Civili di Brescia, A2A. Solo pari all'1% da remoto risulta essere la possibilità di lavoro flessibile, che registra il 15% se si considera il lavoro ibrido. LinkedIn riporta per la nostra città anche il reddito pro capite delle famiglie, pari a 23.672 euro. I dati che si riferiscono all'intera provincia, e sono elaborati da Unioncamere-Centro Studi Guglielmo Tagliacarne sulle stime 2024.




