I tanti percorsi che si compiono, Strada facendo, mi hanno consentito di conoscere la Fondazione «Brescia Solidale», che è attiva per dare supporto alle persone anziane. Il suo presidente, Giacomo Mantelli, ha le idee chiare su molte cose e tra queste sull'opportunità di promuovere una nuova «cultura dell'abitare», nella quale la dimensione strutturale e urbanistica dialogano con la dimensione sociale e con tutto ciò che riguarda la salute delle persone.
Ritiene sia opportuno costruire un nuovo welfare abitativo a servizio della città e di tutte le comunità. Interessante la riflessione proposta da Mantelli: «Abitare un luogo o una casa vuol dire vivere pienamente nella comunità territoriale cui apparteniamo, coltivando relazioni solidali. Noi che operiamo nel sociale e con gli anziani da molto tempo abbiamo smesso di parlare di ricoveri o di ospizi utilizzando più volentieri il termine residenza o il termine comunità residenziale, perché parliamo di persone e di relazioni... Ecco, forse anche nel pensare e parlare delle nuove forme dell'abitare, dovremmo abbandonare la logica degli appartamenti (il cui termine significa separazione e ha la stessa radice di apartheid) o termini come alloggio (un tempo questa parola riguardava solo asini, cavalli e soldati) e promuovere invece la logica delle abitazioni (habitus), come luogo di vita, di realizzazione e di incontro, in tutte le fasi dell'esistenza».




