Strada facendo

L’autostrada A4 nel tratto baricentro tra Brescia e Bergamo

Storia di un ponte, anzi tre: Sebino e Franciacorta, aree ora collegate a Orio da una navetta
Adriano Baffelli

Adriano Baffelli

Commentatore

Il ponte della A4 sul fiume Oglio che necessita di interventi - © www.giornaledibrescia.it
Il ponte della A4 sul fiume Oglio che necessita di interventi - © www.giornaledibrescia.it

Sto percorrendo la A4 in direzione Ovest e nel tratto tra Palazzolo sull’Oglio e il confine bergamasco, idealmente rappresentato dal casello di Ponte Oglio – a proposito, l’intervento su quel tratto pare rimandato sine die, speriamo bene – e ricordo particolari che desidero condividere con le nostre lettrici e i nostri lettori. Il primo ponte sull’autostrada nel tratto tra Brescia e Bergamo entrò in esercizio nel 1931, 95 anni or sono, permettendo il completamento della Milano-Brescia dopo che nell’ottobre del 1927 era stato inaugurato il tratto Milano-Bergamo dell’autostrada.

Intervento ingegneristico e realizzativo di particolare complessità e rilevanza per un manufatto a tre archi, posto a circa quaranta metri sul livello delle acque del fiume Oglio, con una lunghezza di 285 metri. Come scriveva Francesco Ghidotti sul Giornale di Palazzolo: «Costruito in cemento armato, appaltato alla ditta degli ingegneri Damioli di Predore, la corda di ciascuno dei tre archi parabolici che lo compongono è di sessanta metri. I lavori sono durati tre anni. L’armatura fatta a suo tempo per colarvi il cemento era un capolavoro di carpenteria: tutto il complesso era prefabbricato con legname completamente levigato e verniciato a olio. Una sola armatura per la prima campata era servita per tutte e tre. Oltre al superamento del fiume, l’arteria doveva scavalcare la ferrovia per Paratico, le seriole Vetra e Fusia e il canale del cotonificio Ferrari».

Il ponte subì pesanti bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale e fu ricostruito al termine del conflitto e aperto al traffico nel 1946. Agli inizi degli anni Sessanta a Sud del primo ponte si realizzò un secondo viadotto, aperto al traffico nel 1964. A fronte del crescente traffico e per evitare sorprese, nei decenni successivi si progettò un terzo ponte, con struttura d’acciaio, operativo dalla metà degli anni Novanta. Il tratto dell’autostrada A4 che scavalcando il fiume Oglio mette in agevole collegamento i territori delle due province, si può considerare un ideale baricentro tra le due città unite nel 2023 dal ruolo di Capitale della Cultura.

Si parla generalmente del ponte sull’Oglio dell’arteria autostradale, ma in realtà i viadotti nel tratto in esame sono tre. L’autostrada in questione è stata una delle prima realizzate al mondo e sino all’entrata in funzione della A35, che corre più lontana dal capoluogo orobico, tagliando la Bassa Bergamasca all’altezza di Treviglio, era la sola strada di collegamento rapido a pedaggio tra i due popolosi e laboriosi territori. Il territorio baricentrico sopra richiamato s’allarga a Franciacorta e Sebino, ideali cerniere che, oltre alla manifattura d’alto profilo, offrono storia, cultura e ambiente favorendo lo sviluppo turistico tra le due provincie. Il recente collegamento con pullman dedicato tra Orio al Serio e Iseo va in questa direzione.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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