Strada facendo

Ponte Oglio sull’A4: due anni di attesa per gli interventi di adeguamento

Non ci sono pericoli di crollo, ma la struttura deve essere adeguata sulla base delle nuove norme sismiche
Il ponte della A4 sul fiume Oglio che necessita di interventi - © www.giornaledibrescia.it
Il ponte della A4 sul fiume Oglio che necessita di interventi - © www.giornaledibrescia.it
AA

Percorrendo frequentemente l’Autostrada A4 in direzione Bergamo e Milano mi colpisce, fra mille dettagli, l’irrisolta situazione dell’uscita, per chi proviene da Brescia, per il casello di Ponte Oglio e nell’ultimo transito, pochi giorni fa, mi riprometto di controllare gli appunti in proposito nel mio archivio. Consultandoli mi rendo conto sia trascorso ben più tempo di quanto ricordassi dal giorno dalla riapertura dell’uscita provvisoria. Era il 6 agosto 2022. Finivano gli enormi disagi per numerosi automobilisti dell’Ovest Bresciano e della confinante area bergamasca, che durante i quindici mesi di chiusura dell’uscita in questione avevano dovuto affrontare quotidianamente complicati peripli.

Durante quei mesi si studiò la situazione e apparentemente l’unico intervento, nelle ultime settimane prima della riapertura, fu la realizzare un bypass per spostare di alcune centinaia di metri l’uscita. Quei mesi, ci informava – da noi interpellata – la Direzione Relazioni Esterne e Affari Istituzionali di Autostrade per l’Italia, erano serviti per analizzare la situazione, di concerto con gli enti competenti, premessa per progettare gli interventi di adeguamento del viadotto che, pur non presentando problemi di stabilità, dev’essere adeguato alle normative antisismiche. E nei due anni e mezzo dall’agosto del 2022 apparentemente nulla è successo. Anche se il tratto nello scorso mese di gennaio ha visto il restringimento in direzione Milano a una sola corsia di marcia «per consentire lavori di manutenzione del ponte sul fiume Oglio», comunicava Autostrade per l’Italia, consigliando gli utenti di percorrere la A35 BreBeMi.

In attesa degli adeguamenti dell’infrastruttura, realizzata quasi un secolo fa, agli standard previsti da recenti normative, buon per noi automobilisti e per l’intera area che i ponti che solcano l’ampia vallata del fiume Oglio, al confine tra la provincia bresciana e quella bergamasca, sono tre, tra loro affiancati. Il primo – sul quale ora non si transita per lo spostamento dell’uscita di Ponte Oglio – entrò in esercizio nel 1931, permettendo il completamento della Milano – Brescia dopo che nell’ottobre del 1927 era stato inaugurato il tratto Milano – Bergamo dell’autostrada. Intervento ingegneristico complesso con un manufatto lungo 285 metri, a tre archi, posto a circa quaranta metri d’altezza sul sottostante fiume Oglio. Subì pesanti bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale e fu ricostruito al termine del conflitto e aperto al traffico nel 1946. Agli inizi degli anni Sessanta a Sud del primo ponte si realizzò nel 1964 un secondo viadotto. L’incremento del traffico consigliò di ostruire un terzo ponte, in acciaio, operativo dagli anni Novanta.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@News in 5 minuti

A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.