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Zero lavoro in Italia: pilota di elicotteri va in Spagna per essere assunto

Ubaldo Vallini
Il 25enne Nicolò Melzani ha conquistato il brevetto nel nostro Paese : «Qui però servono 500 ore di volo, impossibili da raggiungere senza un impiego»
Nicolò Melzani di Ponte Caffaro - © www.giornaledibrescia.it
Nicolò Melzani di Ponte Caffaro - © www.giornaledibrescia.it
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A 25 anni ha già passato più tempo tra le nuvole che in molti uffici. Centosessantotto ore di volo, un brevetto conquistato con sacrifici e risparmi, e un sogno chiaro: lavorare come pilota di elicottero. In Italia, però, non basta. Per essere assunti ne servono almeno 500. Così il suo futuro ha preso il volo altrove, in Spagna. Il giovane si chiama Nicolò Melzani, valsabbino di Ponte Caffaro.

Ha sognato di diventare pilota di elicottero fin da bambino, affascinato dai mezzi dell’antincendio boschivo che osservava librarsi attorno alle sponde del lago insieme a papà Giampaolo, comandante del Corpo forestale a Idro. Quelle evoluzioni tra acqua e montagna sono diventate presto un obiettivo di vita.

Dopo le scuole medie ha scelto l’Aeronautico «Locatelli» di Bergamo, dove si è diplomato nel 2019. Poi il corso per conseguire il brevetto di elicotterista alla Ital Fly di Trento, fino ad agosto dello scorso anno, accumulando 168 ore di volo. Ore costate impegno, studio e sacrifici economici importanti suoi della famiglia, che ha sempre sostenuto l’unico figlio senza esitazioni.

Terminata la formazione, Nicolò ha iniziato a inviare curriculum in Italia. Per mesi ha bussato a molte porte, ricevendo sempre la stessa risposta: «Servono almeno 500 ore di volo». Un traguardo difficile da raggiungere senza un impiego, perché ogni abilitazione - diversa per ogni tipologia di elicottero - richiede ulteriori corsi e altre ore da finanziare, oltre ad un costante mantenimento operativo. «Un amico che ha fatto la scuola con me a Bergamo era riuscito a farsi assumere in Spagna, così ci ho provato anch’io e mi hanno preso», racconta Nicolò, per nulla disposto ad arrendersi. «Un sacrificio in più non mi spaventa: questo è il mio sogno».

Assunto

Proprio oggi è arrivato nel Paese iberico, assunto da Avincis, compagnia privata leader nei servizi di emergenza aerea. La stessa società ha sedi anche in Italia, ma esige requisiti decisamente più elevati. Avincis Spagna, invece, gli ha offerto la possibilità di frequentare ad Albacete il corso di abilitazione per il Bell 412. «Mi hanno garantito scuola di volo, vitto, alloggio ed un piccolo stipendio. Poi finalmente diventerò un pilota operativo nell’antincendio boschivo». L’emozione si mescola alla consapevolezza delle rinunce.

«Vedo le cose in chiaroscuro: sarò lontano da famiglia e amici, ma avrò l’opportunità di crescere, conoscere un ambiente nuovo, lingua e tradizioni diverse». Per coronare il suo sogno ha dovuto varcare i confini. «Sarebbe bello se anche in Italia si offrisse ai giovani la possibilità di crescere». Intanto guarda avanti: «Vorrei costruire una professionalità a tutto campo e, un giorno, poter volare più vicino a casa». A chi coltiva un sogno difficile da realizzare consiglia di non arrendersi: «Non mollare mai e tenere duro, sempre».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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