Scuola Bottega: «Francesco benedì la nostra Madonna del Melograno»

Tra i bresciani che hanno avuto il privilegio di incontrare di persona Papa Francesco c’è anche una delegazione di alunni della Scuola Bottega: con loro c’erano anche la direttrice dell’istituto, Anna Maria Gandolfi, e l’artista monteclarense Dino Coffani.
L’occasione è stata, solamente un paio di anni fa, la benedizione della Madonna del Melograno, un’opera strettamente legata alla nascita della Scuola Bottega, che risale agli anni ‘70.
Il suo fondatore Beppe Nava era un artigiano che credeva molto nei giovani e nella loro formazione professionale. All’epoca non c’erano finanziamenti pubblici e Nava, oltre a recarsi ogni mattina alla Madonna delle Grazie per pregare per i suoi ragazzi, affidava tutte le sue speranze e i crucci nelle mani della Madonna del Melograno.
Dopo Paolo VI e Giovanni Paolo II, la scultura ha ricevuto la benedizione anche di Papa Francesco. Essendo andata persa nel susseguirsi dei trasferimenti della scuola, la nuova gestione aveva incaricato poco prima dell’avvento del Covid l’artista monteclarense Dino Coffani di riprodurne una copia, la stessa che è poi giunta fino in Vaticano dopo la fine della pandemia con la delegazione di allievi, Coffani e la direttrice Anna Maria Gandolfi. Con loro c’erano anche Nives Tirali e Giordano Lussignoli.
La benedizione è avvenuta nella suggestiva cornice della Sala Nervi: ricevuta da Papa Francesco, la delegazione ha donato al pontefice le fotografie della scultura con il suo predecessore Papa Giovanni Paolo II.
«È stata una emozione unica, lo ricordo ancora benissimo come se fosse oggi – spiega Anna Maria Gandolfi –. Tra i ricordi più forti c’è una scena in particolare: uno dei nostri allievi del corso i Grafica aveva al collo un Rosario e, vedendo passare il Papa, gli ha chiesto di benedirlo per la madre malata. Francesco è tornato indietro e l’ha fatto. Il ragazzo, per l’emozione, è poi scoppiato a piangere a dirotto: non se l’aspettava davvero».
Era il 2023, due anni fa. Il tempo è passato ma il ricordo di quell’incontro straordinario è rimasto impresso in maniera vivida nella mente, soprattutto nei cuori, della delegazione bresciana.
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