Storie

Scrivere bene fa bene: calligrafia e journaling oltre le parole

Sui social sono tanti i profili dove si insegna, e si esalta, lo scrivere a mano. Riscontrati benefici a livello di apprendimento e di memoria
Alessia Tagliabue
La calligrafia è tornata di moda
La calligrafia è tornata di moda

Per qualcuno è questione di estetica, per altri si tratta di nostalgia, ma non manca chi ne sottolinea gli aspetti terapeutici: scrivere a mano non è sicuramente più un’attività così comune come un tempo, ma sui social – e non solo – non è ancora passata di moda. Sopravvissuta? Ancora meglio, riconfezionata per il digitale.

Lo dimostrano i tanti profili dedicati alla calligrafia e al journaling: una pratica intima, lenta, personale, che stride con la frenesia del supporto social. Ecco allora profili come writtenwordcalligraphy, che intrattiene i suoi 140mila follower con video di stilografiche, ceralacca e diversi inchiostri, ep_lettering, che offre tutorial lettera per lettera e consigli su matite o penne che più si prestano ai diversi stili di scrittura o loveleighloops: veri e propri corsi tenuti dalle sorelle Jillian e Jordan.

Oltre all’estetica, però, la fascinazione verso lo scrivere a mano è dovuta anche ai concreti benefici che questa apporta a livello di apprendimento e memoria: sono questi i risultati diffusi dal nuovo studio della Norwegian University of Science and Technology, pubblicato sulla rivista Frontiers in Psychology. Il team ha monitorato l’attività cerebrale di quaranta studenti universitari mentre scrivevano manualmente o digitavano su una tastiera: nel primo caso si attivava un ventaglio più ampio di regioni, con pattern associati alla formazione dei ricordi, all’integrazione di nuove informazioni e alla loro successiva conservazione.

La scrittura manuale integra infatti più stimoli: il gesto motorio della mano, il feedback tattile della penna sulla carta, la coordinazione occhio-mano e la costruzione dei grafemi in modo progressivo, soprattutto quando si scrive in corsivo. La digitazione via tastiera richiede movimenti più semplici e ripetitivi, senza ricorrere alle sequenze motorie complesse che servono per tracciare le lettere su un foglio: ad esser coinvolto è quindi un numero più limitato di aree cerebrali.

Journaling

Ai vantaggi mnemonici della scrittura manuale si uniscono anche le sperimentazioni che la inquadrano come una forma di benessere, come il journaling: una sorta di diario quotidiano che permette di esprimere pensieri e sentimenti profondi attraverso l’annotazione di ciò che ha avuto significato per chi scrive nel corso della giornata. Il journal può quindi diventare uno strumento di gestione dello stress, di self-care o di auto regolazione, o consentire di metabolizzare i problemi mettendoli nero su bianco: un’evoluzione più profonda del diario segreto dell’infanzia, e che gli esperti consigliano di svolgere con carta e penna.

Le declinazioni sono molteplici: dal diario personale al journaling creativo con colori, ritagli o adesivi, fino al journaling riflessivo o al mind map journaling, che consiglia la rappresentazione di situazione o problemi attraverso delle mappe concettuali. Spazio anche ad elenchi e grafici con il bullet journaling, dove attraverso quaderni appositi già strutturati a griglie di puntini è possibile realizzare piccoli disegni o rappresentazioni dati più strutturati per tenere traccia di abitudini o monitorare progressi in vari campi.

Sono tanti gli studi che evidenziano come il journaling aiuti ad acquisire chiarezza sui propri obiettivi, favorendo una connessione tra pensieri, emozioni e azioni, oltre che a favorire una valvola anti stress.

La stessa Drew Barrymore ha raccontato di avere un gratitude journal, ovvero un taccuino sul quale si segna tutte le cose di cui è grata, durante una puntata del suo show insieme a Timothée Chalamet e Hugh Grant. Un’abitudine che l’attrice condivideva con la star di Dune, che ne ha sottolineato l’importanza terapeutica, ma che non ha scosso Grant. Con humor britannico, alla domanda diretta, non ha esitato ad offrire un altro punto di vista riguardo ai benefici della scrittura a mano. «A gratitude journal? Don’t be absurd. I have a list of the things I hate». (un diario della gratitudine? Non essere assurda: ho una lista di cose che odio)

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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