Rodengo e Saiano, una storia che inizia in epoca romana

Località bresciane legate dalla stessa origine: un viaggio tra storia e architettura
Rodengo e Saiano: origini di un passato molto lontano
Rodengo e Saiano: origini di un passato molto lontano
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Sia Rodengo che Saiano affondano le radici nell’epoca romana. Perché se il territorio che oggi è riconducibile a Rodengo era attraversato da un’importante strada romana consolare, Saiano nasce proprio durante la dominazione di Roma, come attestato dal rinvenimento di un cippo funerario conservato al Museo di Santa Giulia a Brescia.

Il castello

Probabilmente intorno al VI secolo a Saiano sorse un castello o un piccolo borgo rettangolare, in parte recuperato successivamente da una villa e il quale fossato era visibile sino ad alcuni decenni fa. Il castello venne coinvolto anche nelle battaglie tra guelfi e ghibellini, ma nel 1439 fu distrutto dalle truppe viscontee di Niccolò Piccinino durante il loro secondo tentativo di conquistare Brescia. A trasformare la struttura in Villa Paolina (oggi Villa Maria) furono i Bettoni Cazzago.

L’abazia

Intorno alla fine dell’XI secolo venne invece fondata l’abbazia di San Nicola, nominata per la prima volta in un documento del 1085. L’abbazia aveva un ruolo importante nella comunità: grazie ai cinque mulini dava la possibilità di uno sviluppo economico al paese e garantiva alloggio e ristoro a coloro che erano in pellegrinaggio verso Roma. In epoca moderna, invece, il piccolo convento di Saiano, situato sulle pendici del colle Delma, venne affidato nel 1589 ad una comunità di Terziari francescani.

La trasformazione

Accanto al convento, si trovava la chiesa, all'epoca dedicata a Santa Maria in Colle. Con l'arrivo nel 1671 dei Frati minori osservanti, che diedero al convento la denominazione di Convento del Calvario, venne ampliato ancora fino ad assumere lo stato attuale.

Dopo la soppressione del convento, venne acquistato dal beato Lodovico Pavoni, che lo rese sede della sua congregazione, lo trasformò in una scuola di artigianato per sordomuti e fece costruire, sulla strada per arrivare al convento, le quattordici stazioni della via Crucis, presenti ancora oggi.

Oggi il convento è diventato l'Accademia Symposium, un istituto di formazione agroalimentare. Del patrimonio storico di Rodengo-Saiano è parte anche la Villa Fenaroli, costruita all'inizio del XVIII secolo e ristrutturata nel XIX secolo.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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