Baconin, il record a 246 km/h e il legame con la Mille Miglia

Era il settembre del 1929. La Grande Depressione stava per sconvolgere il mondo, il Fascismo consolidava il suo potere con i Patti Lateranensi e tre mesi prima era nato lo Stato di Città del Vaticano. L’Autostrada dei Laghi, la prima in Italia, aveva solo cinque anni.
Un 31enne umbro, Baconino Borzacchini – il nome gli fu dato dai genitori in onore dell'anarchico russo Michail Bakunin – il 28 settembre di quell’anno si trovava a bordo della sua Maserati Tipo V4 a 16 cilindri su un rettilineo anonimo della Padania Inferiore a Cremona. Non un circuito né una pista dedicata, ma una strada statale dall’asfalto comune.
Il record mondiale
E lì che «Baconin» stabilì il record mondiale sui 10 chilometri lanciato a 246,069 chilometri orari. Sfrecciò sfruttando tutti i 280 cavalli della Maserati. Tempo ufficiale: 2 minuti, 26 secondi e 30 centesimi. Il precedente primato mondiale siglato da Giuseppe Campari l’anno prima venne frantumato di quasi 29 chilometri orari.

Si dice che in quel 1929 il pilota facesse spesso capolino a Brescia, dove la Mille Miglia aveva solo tre anni ma era già proiettata verso l’élite delle corse mondiali: tra un’officina e un’altra all’ombra del Cidneo alloggiava nelle pensioni della provincia e mangiava nelle osterie della zona, nutrendosi di quel mito della velocità che egli stesso contribuì a creare.
Il «vicino» Enzo Ferrari
In quel 1929, qualche chilometro più a sud, Enzo Ferrari fondava la Scuderia che avrebbe fatto la storia dei motori nel mondo. Due eventi nello stesso universo, a pochi mesi di distanza.
Un nesso causale diretto tra il record di Cremona e la nascita della Ferrari non è documentato, ma la coincidenza è difficile da ignorare: l'Italia delle corse era piccola, Modena e Brescia non erano così lontane e i protagonisti si conoscevano. Un primato mondiale su una strada di provincia, poi, aveva il peso di una dichiarazione pubblica.

E non è neppure un caso che Borzacchini – che nel frattempo aveva cambiato nome optando per Mario Umberto, in onore alla famiglia reale, perché era troppo scomodo nell’Italia del Ventennio portare, anche su pista, quel nome di stampo anarchico – sarebbe poi passato a correre per Ferrari.
La vittoria della Mille Miglia

Nel 1932 «Baconin» (così per tutta la vita continuò ad essere chiamato dagli amici), a bordo di un'Alfa Romeo 8C 2300 Corto Spider Touring, si aggiudicò quella che era diventata una delle gare più importanti del periodo: la Mille Miglia, che percorse a tempo di record, stabilito alla media di 109,602 km/h.
Dopo aver conquistato in pista le vittorie e nel circuito dei motori l’autorevolezza morì a Monza il 10 settembre 1933, durante il Gran Premio, su una macchia d'olio. Aveva 34 anni.
Cremona tornò ai violini. Il record rimase nei libri, tra la nebbia padana. E «Baconin» contribuì a cementare quel mito di Brescia città della velocità che ha attraversato tutto il XX secolo.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@Buongiorno Brescia
La newsletter del mattino, per iniziare la giornata sapendo che aria tira in città, provincia e non solo.
