Negli occhi «spenti, persi» di Giovanna papà Ivo vedeva un vuoto. Un vuoto pieno di dolore, che lei colmava col cibo e ritrovava svuotandosi. Lo racconta pesando ogni parola, a fianco della moglie Eleonora, senza nascondere un’emozione viva, forte, nonostante la figlia da tempo stia bene. Perché, sottolinea lui più volte, «dai disturbi alimentari si può guarire. Bisogna volerlo».

Bulimia nervosa
L’incubo in cui è finita questa famiglia della Bassa, composta anche da altri due figli, si chiama bulimia nervosa. «Non un capriccio come molti purtroppo pensano ancora, ma una malattia psichiatrica», precisa la mamma. L’occasione per parlarne è la Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla, istituita dalla Presidenza del Consiglio su richiesta di un papà proprio nel giorno della scomparsa della figlia Giulia, uccisa dalla bulimia a soli 17 anni. Una giornata per fare prevenzione, diffondere conoscenza e smontare gli stereotipi.




