Qual è la storia dell’enorme Pinocchio appeso per strada a San Polo

Tutti, almeno una volta, passando davanti allo storico negozio di costumi Bandera in via San Polo, si sono chiesti che cosa ci faccia lì quel gargantuesco Pinocchio rosso e verde. Arrampicato sulla facciata, da generazioni cattura lo sguardo e – inevitabilmente – conquista con la sua dimensione fiabesca e fuori dal comune ogni bambino di passaggio. Eppure, molti non sanno che non si tratta di una semplice decorazione, né di una trovata pubblicitaria. Piuttosto, il burattino è una di quelle curiosità urbane, che diventate parte del paesaggio, continuano a destare interrogativi spesso destinati a non ottenere risposta. Ma una storia, il celebre Pinocchio di Bandera, ce l’ha. E inizia negli anni Ottanta, quando nel quartiere di San Polo il Carnevale era ancora una festa molto sentita, fatta di carri e sfilate di strada.
La storia del Pinocchio
«È nato proprio come un carro di Carnevale», svela Giacomo Bandera, titolare della storica bottega aperta a Brescia nel 1950. «Quando qui nel quartiere si festeggiava il Carnevale in modo più sentito rispetto ad oggi».

Non un carro qualunque, ma una struttura mobile, capace persino di sparare coriandoli dalla bocca. Sembra pesante, eppure non lo è. «Il Pinocchio è leggerissimo, è realizzato in polistirolo e vetroresina», continua Bandera. Dopo le sfilate, è sopraggiunta l’idea che ne ha cambiato il destino: «Mio padre, finito il Carnevale, pensò di metterlo sulla facciata del negozio come decorazione».
Una scelta che, col tempo, avrebbe trasformato quel Pinocchio in un segno distintivo. Così, anno dopo anno, la grande figura è rimasta lì, esposta alle intemperie e alle stagioni, fino a diventare un punto di riferimento non solo per il quartiere, ma per tutta la città. «È lì e resiste alla pioggia e al sole. Qualche anno fa l’abbiamo restaurato, ma tiene duro», sorride Bandera.

Una piccola manutenzione necessaria per conservare non solo un oggetto di scena, ma una memoria. E, oggi più che mai, il Pinocchio di via San Polo resta lì a fare il suo mestiere: catturare lo sguardo e invitare ad attraversare la soglia di un mondo in cui ritrovare, tra maschere e travestimenti, quella dimensione di immaginazione e gioco. Per chi invece passa e non si ferma, resta il custode gentile di una storia locale, oggi, forse, un po’ più nota.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@Buongiorno Brescia
La newsletter del mattino, per iniziare la giornata sapendo che aria tira in città, provincia e non solo.
