Storie

Dai campi alle fabbriche: com’è cambiato il lavoro bresciano in 70 anni

Viaggio nei censimenti, da quello del 1951 a quello del 2021, che raccontano come è cambiata la distribuzione dei diversi settori della forza lavoro
Elio Montanari
Operai al lavoro in una fabbrica bresciana © www.giornaledibrescia.it
Operai al lavoro in una fabbrica bresciana © www.giornaledibrescia.it

Cambiare pelle senza tradire, se vogliamo, la propria storica vocazione. Potremmo identificare così il processo di mutazione che, dal 1951 al 2021, ha interessato il tessuto economico-produttivo bresciano. Un’evoluzione vorticosa, questo è fuori di dubbio, ma che ha comunque visto la «sopravvivenza» di alcuni ambiti strettamente legati alle tradizioni della terra bresciana.

Alle origini

Iniziamo dal principio. Il secondo dopoguerra, contrassegnato da uno sforzo enorme per la ricostruzione post Seconda Guerra mondiale, rappresentò anche l’inizio del cosiddetto miracolo economico italiano. La storia recente, vista a partire dal 1951 attraverso i Censimenti generali, è un viaggio che attraversa le trasformazioni economiche e sociali. Eppure, Brescia, nonostante le tumultuose trasformazioni, ha mantenuto la marcata vocazione manifatturiera nel contesto regionale nazionale e conserva una presenza significativa delle attività legate all’agricoltura, all’allevamento e alla filiera alimentare.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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