C’è una notte, che più di ogni altra, ha il profumo dell'attesa e il suono leggero dei sogni e dei ricordi. È la notte di Santa Lucia, la più attesa dai bambini, ma anche dai grandi che non hanno mai dimenticato l’emozione, lo stupore di quel risveglio speciale fatto di doni, ma anche di segni capaci di trasformare la tradizione in esperienza condivisa con i genitori e i nonni e che anno dopo anno si trasforma in memoria, in ricordi che non svaniscono con il tempo.
La sera della vigilia
La sera della vigilia è fatta per i bambini di piccoli riti che si tramandano di generazione in generazione: le carote, i biscotti e il latte lasciati per l’asinello per rifocillarsi dopo tanta fatica nell’accompagnare la Santa a distribuire doni di casa in casa. È una notte magica, che insegna la pazienza, la fiducia, il valore dell’attesa e delle cose invisibili.

Chi può dimenticare l’abbraccio di mamma e papà mentre ci accompagnavano a letto invitandoci ad addormentarci subito perché la Santa e l’asinello non potevano trovare nessuno sveglio, perché la Santa dei bambini – ci hanno raccontato – non vede con gli occhi, ma con il cuore.
Chi può dimenticare il cuore che batte forte, la speranza di ricevere i doni scritti nella letterina consegnata a Santa Lucia e la gioia del risveglio fatto di dolci, giochi, doni, sorrisi, abbracci in un tempo che sembra fermarsi.
L’augurio
E allora a tutti i bambini e ai loro genitori e nonni buona notte di Santa Lucia. Che il silenzio di questa notte custodisca sogni, attese e gesti di meraviglia, perché è in notti come questa che si costruiscono le memorie più care, le tradizioni che si tramandano, le emozioni condivise che restano e creano legami che non conoscono fine.


