I nomi rivelano storie, specie quelli delle fondazioni che spesso appaiono entità astratte, e invece custodiscono tesori. Quella dedicata ad Alessandra Bono ricorda una donna di Corte Franca scomparsa dieci anni fa dopo una lunga battaglia contro il tumore combattuta con coraggio e dignità. In sua memoria sono stati investiti fondi per la ricerca, è stato costruito un asilo, è stata finanziata la restaurazione di chiese e tra le tante buone azioni sono stati realizzati molti progetti per i giovani. E da qualche mese - grazie al sostegno della fondazione - è nata anche la squadra femminile di tamburello del Nigoline, che ha appena debuttato in B, non ha ancora perso una partita e ha in Martina Camanini la capitana e trascinatrice. La talentuosa mezzovolo, pur avendo solo 20 anni, vanta una solida esperienza maturata ad alto livello fuori provincia e da sempre il suo sogno era quello di poter giocare nello sferisterio di casa.
Aneddoto
Quando la sindaca Anna Becchetti l’ha ricevuta in Comune è stata travolta dal suo irrefrenabile entusiasmo. «È impossibile dirle di no - ha affermato sorridendo il giorno della presentazione -, del resto era giusto affiancare alla squadra maschile anche quella femminile e mi sono subito attivata perché l’iniziativa andasse in porto». La stessa Becchetti, tra l’altro, ha creato l’associazione Gianluca nel cuore, dedicata al figlio scomparso per arresto cardiaco proprio mentre giocava a tamburello.
Certi dolori non si cancellano, al massimo ci si può convivere, ma che la nascita di questo club parta da esperienze emotivamente così forti ne rafforza il significato. Le giocatrici non stanno tradendo le aspettative, consapevoli del patrimonio di affetti che le accompagna. E hanno vinto certe partite in poco più di un’ora. Quella parola, per scaramanzia, nessuna la dice, ma tutte hanno giocato in serie A ed è normale che quello sia l’obiettivo, anche per colmare una storica lacuna. Da anni il tamburello bresciano non ha una squadra nel massimo campionato. Sarebbe ora di riprendersi la ribalta.
Il team
Martina Camanini fino all’anno scorso ha giocato in A col Ciserano - dopo le esperienze a Cereta e San Paolo D’Argon - e proposte per restare nel massimo campionato non le mancavano. Ma quando ha intravisto la possibilità di formare una squadra a Nigoline, frazione di Corte Franca, si è subito gettata con impegno nell’iniziativa. «Sentivo forte il bisogno di costruire qualcosa di importante per la mia comunità e il mio paese». In famiglia, tutti arruolati. Papà Giacomo fa l’allenatore, il fratello Michele è di supporto in panchina, perfino la zia parrucchiera Giulia è stata coinvolta come sponsor.

«Tengo però a ringraziare soprattutto la società del Nigoline per avermi dato questa opportunità - precisa Martina -, in particolare il presidente Claudio Vecchiati e tutti i ragazzi che ci supportano negli allenamenti».
La storia
Dietro ogni giocatrice del Nigoline c’è una storia, come quella di Chiara Lombardi, originaria di Gussago, rimessasi in gioco a 40 anni dopo essere stata a lungo, da ragazza, la giocatrice di tamburello bresciana più famosa. Cominciò a 6 anni seguendo l’esempio del papà Sergio, ha giocato a lungo in A e ha anche vinto l’oscar dello sport bresciano.

Se poi si parla di Monia Donadoni, sua compagna di reparto, allora si sconfina nel mito, perché l’anno scorso, a 52 anni, la fortissima fondocampista bergamasca si giocava lo scudetto con la maglia della Tigliolese e ancora oggi le sue traiettorie sono potenti e imprevedibili. Sono di origine orobica anche i due terzini, entrambi provenienti dal San Paolo d’Argon, non più iscrittosi dopo il quinto posto ottenuto in serie A nel 2025. Ilaria Testa (nata nel 2000), originaria di Grassobbio, è cresciuta in una famiglia che ha il tamburello nel cuore: il nonno è stato dirigente, papà è presidente del comitato provinciale bergamasco e la sorella Alice ha vinto con l’Italia il titolo mondiale indoor nell’ultima edizione svoltasi a Roma.
Giorgia Frosio, nata a Bonate Sotto nel 2008, è stata per anni avversaria di Martina Camanini a livello giovanile («Ora finalmente ce l’ho come compagna di squadra», afferma la capitana). Il roster è completato da Giulia Locatelli (2007) e Benedetta Trionfini (2010), che si sono sempre fatte trovare preparate tutte le volte che sono entrate dalla panchina. Alla fine del girone di andata, con cinque vittorie su cinque gare il Nigoline si è già garantito l’accesso ai play off. Il bello deve ancora venire: nel nome di Alessandra e Gianluca. Qui nessuno li ha dimenticati e mai li dimenticherà.



