Storie

La musica nel cuore dei fratelli Beschi: applausi da Mattarella

La famiglia bresciana del vescovo di Bergamo ha suonato alla presenza del presidente della Repubblica: «Sentivamo Bach già nel grembo di mamma»
La famiglia Beschi, da sinistra: Francesco, Paolo, Vincenzo, Emanuele e Chiara
La famiglia Beschi, da sinistra: Francesco, Paolo, Vincenzo, Emanuele e Chiara

Sono cresciuti a pane e Mozart. «Ascoltiamo musica da quando siamo nel grembo materno» racconta con una risata contagiosa e accogliente Emanuele. Nel frattempo, in giardino tre galline stanno scorrazzando in grande serenità, «ogni giorno ci regalano uova buonissime». Fantastico. La rasserenante armonia della natura è del resto musica per l’anima. E qui entrambi i temi sono ampiamente di casa. Emanuele di cognome fa Beschi ed è il fratello di mons. Francesco, vescovo di Bergamo. Ma non solo, quattro dei cinque fratelli domenica hanno suonato alla messa a Siusi allo Sciliar in Alto Adige di fronte al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. In verità tutti e cinque sono eccellenti musicisti, ma ovviamente Francesco era il celebrante.

Il presidente Mattarella e il vescovo Beschi si conoscono da molti anni
Il presidente Mattarella e il vescovo Beschi si conoscono da molti anni

A casa

«I nostri genitori ci hanno abituati fin da piccoli ad ascoltare la musica, soprattutto quella classica – prosegue Emanuele –. Entrambi erano molto sensibili alla musica: mamma Giovanna aveva un fratello che ricopriva il ruolo di prima viola nei più importanti teatri italiani, mentre papà Pietro aveva iniziato a studiare il violino, ma non poté portare a termine gli studi a causa della guerra». Pietro era un ferroviere che ha concluso la carriera lavorativa come capostazione di Brescia. Fin troppo facile immaginare i sacrifici di quella coppia per offrire solide basi per la vita dei figli.

«Abitavamo in piccolo appartamento a Sant’Anna – racconta –, in una stanza avevamo il pianoforte a coda per mia sorella Chiara, stanza insonorizzata per non disturbare i vicini. La musica non mancava comunque mai: quando avanzavano dei soldi, e il che era quasi impossibile, papà comprava un disco». La riconoscenza verso i genitori è infinita e intatta. Emanuele ci mostra un messaggio di Francesco, relativo al nostro incontro: «Si raccomanda di citare innanzitutto mamma e papà».

I cinque fratelli Beschi, sono tutti musicisti
I cinque fratelli Beschi, sono tutti musicisti

A casa Beschi, «la musica non era semplicemente qualcosa da ascoltare, ma una presenza quotidiana, che accompagnava la nostra crescita e che, in modi diversi, avrebbe segnato profondamente il percorso di ciascuno di noi». Ma attenzione, non si studiava solo musica, c’erano anche liceo e università, «praticamente studiavamo sempre» sottolinea ridendo Emanuele.

Le biografie

E se un fratello vescovo è chiaramente destinato ad assorbire tutta la notorietà della famiglia, va detto che anche gli altri Beschi si sono dati da fare eccome, e pure loro con incredibile successo. Vediamo brevemente le loro biografie.  Francesco è il primogenito, sacerdote già stimatissimo a Brescia (dove è stato vescovo ausiliare di mons. Giulio Sanguineti) dal 2009 è vescovo di Bergamo; lo scorso 6 agosto ha compiuto 75 anni e si prepara quindi a lasciare la diocesi. Ha avuto una solida formazione musicale e, da giovane, ha studiato violino diplomandosi al Conservatorio.

Paolo ha fatto della musica la sua professione e ha costruito nel tempo una carriera di respiro internazionale. Diplomato al Conservatorio Luca Marenzio di Brescia e perfezionatosi con Franco Rossi, è diventato uno dei protagonisti dell’esecuzione della musica antica e barocca secondo criteri filologici. Nel 1985 ha contribuito alla fondazione de «Il Giardino Armonico», ensemble che ha portato la musica antica sui più importanti palcoscenici internazionali. Parallelamente, ha sviluppato una intensa attività concertistica, anche in duo con la moglie, la pianista Federica Valli.

Emanuele ha affiancato all’attività di violista quella dell’insegnamento e della direzione delle istituzioni musicali. Dopo l’esperienza come docente al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, ha diretto il Conservatorio Gaetano Donizetti di Bergamo, oggi Politecnico delle Arti. Nel corso degli anni ha inoltre partecipato alle attività e alle commissioni ministeriali e ha continuato a occuparsi di progettazione e promozione culturale, fondando il festival internazionale «Settimane barocche di Brescia», oggi diretto dal figlio Pietro (anche titolare di Beschi Violin, realtà che opera nel mercato internazionale degli strumenti musicali).

Vincenzo, conosciuto come Vinz, ha invece portato la propria formazione musicale verso un terreno particolarmente originale, mettendola in dialogo con le arti visive, l’elettronica e i linguaggi multimediali. Diplomato in fagotto al Conservatorio di Brescia e all’Accademia di Belle Arti, ha sviluppato soprattutto un’attività didattica e di ricerca. È docente all’Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia e presidente dell’associazione Avisco, dove si occupa di linguaggi multimediali e di animazione per l’infanzia, unendo in particolare il mondo del suono a quello delle immagini.

Chiara, la più giovane dei cinque fratelli, ha completato questo percorso dedicandosi al pianoforte, allo studio e all’insegnamento. Diplomata al Conservatorio di Brescia, ha mantenuto sempre vivo anche il legame musicale con la famiglia, partecipando insieme ai fratelli a formazioni che vanno dal duo al quintetto.

L’incontro

Ed eccoci a Siusi. «Le occasioni per suonare tutti insieme sono rarissime – prosegue Emanuele –. Finché erano vivi i nostri genitori a Natale e Pasqua facevamo un concerto solo per loro, poi i nostri incontri musicali si sono fatti sempre più rari». La messa con Mattarella è stata una sorpresa, «eravamo a Villa Madonna con gli strumenti per caso, la presenza alla celebrazione del presidente non era programmata. Poi c’è stata l’occasione e non ci siamo certo tirati indietro». «È stata una grandissima emozione – prosegue –, lui e Francesco si conoscono da tempo. Al termine della messa Mattarella ci ha voluto salutare tutti personalmente con grande affetto e semplicità».

Il presidente Mattarella ha salutato con semplicità ogni fratello
Il presidente Mattarella ha salutato con semplicità ogni fratello

Zio Franz

La passione musicale dai nonni Giovanna e Pietro è passata ai figli e poi ai nipoti, «è interessante osservare come, nel corso delle generazioni, la nostra storia familiare abbia finito per abbracciare quasi l’intera filiera della musica: dall’esecuzione concertistica internazionale alla direzione delle istituzioni musicali, dalla didattica alla ricerca sui nuovi linguaggi, fino alla liuteria e alla valorizzazione degli strumenti».

Con un vescovo in famiglia il tema della fede ha un suo ruolo centrale, resistono anche i nipoti? Emanuele sorride. «Ovviamente la fede è declinata nella vita di ognuno in base alle proprie sensibilità. Il dialogo tra zio Franz e i nipoti è particolarmente vivace. Lui anche nelle critiche riesce a trovare qualcosa di positivo e continuare così il dialogo, pure in questo è straordinario». Una famiglia straordinaria.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

I bresciani siamo noi

Brescia la forte, Brescia la ferrea: volti, persone e storie nella Leonessa d’Italia.

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...
Delitti Bresciani, il podcast del GdBDelitti Bresciani, il podcast del GdB

I grandi casi della cronaca nera e giudiziaria che hanno varcato i confini della provincia e sono diventati casi nazionali

ASCOLTA
Una data speciale, da ricordare con la prima pagina del GdBUna data speciale, da ricordare con la prima pagina del GdB

Dall’archivio storico, disponibile dal 27 aprile 1945 a oggi

SCOPRI DI PIÙ