Storie

La Vespa compie 80 anni, l’evoluzione tra storia e design

Dal brevetto presentato il 23 aprile 1946 alla versione elettrica: l’epopea di una delle icone italiane più riconoscibili nel mondo
Roberto Manieri

Roberto Manieri

Giornalista

Il museo della Piaggio a Pontedera
Il museo della Piaggio a Pontedera

A celebrare i primi 80 anni della Vespa ci ha pensato anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha simbolicamente speso il Primo maggio alla Piaggio di Pontedera, dove si produce uno dei prodotti iconici del made in Italy.

Dal 1946 ad oggi, la Vespa si è evoluta in otto decenni di storia, passando da mezzo di trasporto economico tipico del dopoguerra a icona globale di stile e mobilità. Una trasformazione che ha mantenuto invariata una caratteristica fondamentale, tanto che innumerevoli studi di mercato commissionati dalla Piaggio non hanno potuto fare a meno di confermare: la sua scocca portante stampata in acciaio.

Nemmeno l’introduzione negli anni delle ruote da 14” o del variatore al posto del cambio manuale sul manubrio hanno mai soppiantato nella percezione dell’immaginario collettivo la figura del telaio in acciaio stampato. Il gradimento globale per questa specifica costruttiva è stato tale che è rimasta immutata fino ai giorni nostri, nonostante oltre 160 modelli prodotti.

Lo spartiacque dell’evoluzione della Vespa si verifica nel 1996, con la ET4: per celebrare il mezzo secolo di vita dello scooter di Pontedera e traghettare il marchio nel nuovo millennio, Piaggio lancia la prima Vespa a motore a quattro tempi, pur mantenendo la scocca portante e la linea inequivocabilmente Vespa. A questa innovazione si aggiungono il freno anteriore a disco e la chiave con antifurto elettronico.

Nel 1997 e nel 1998, la ET4 diventa il veicolo a due ruote più venduto in tutta Europa, seguita dalle versioni ET2 50 cc e, nel 1999, dalla classica ET4 150 cc.

L’evoluzione

Dai modelli storici a marce, come la 98, la GS, e la PX, si è passati dunque alla Vespa automatica moderna, evolvendo nel design, passando dal rotondo della PK allo spigoloso, e con un netto ritorno al retrò-chic, mantenendo sempre al passo con le innovazioni tecnologiche, fino ad arrivare alla propulsione elettrica di questi ultimi anni.

In questo lungo arco temporale, possiamo schematizzare i principali passaggi evolutivi della Vespa:

  • Le Origini (1946-1950): Il mito nasce con la Vespa 98 (1946) e le prime versioni “faro basso”, disegnate dall’ingegner Corradino D’Ascanio per la Piaggio di Pontedera.
  • Il boom economico (1960-1970): La Vespa diventa il simbolo della mobilità giovanile. Vengono lanciate la Vespa 50 (“il cinquantino”) e la 90 SS, seguite dalla sportiva 150 GS.
  • L'Era PX (1970-1980): La Vespa PX (1977) diventa la più venduta di sempre. La serie PK, più spigolosa e funzionale, fa il suo debutto negli anni '80 con le frecce integrate.
  • La rinascita moderna (1990-2000): Arrivano le nuove scocche automatiche con la ET, poi LX, LXV, e la serie Granturismo (GTS), che rilanciano il design in chiave retrò.
  • La Vespa Oggi (2010-2026): L’evoluzione tecnologica porta motori Euro 5+, ABS, controllo di trazione, e l’introduzione della Vespa Elettrica, che guarda alla mobilità sostenibile pur rimanendo fedele alla forma classica.

La nascita

La storia della Vespa risale al 23 aprile 1946, quando Piaggio S.p.A. deposita presso l’Ufficio centrale dei brevetti per invenzioni, modelli e marchi del Ministero dell’Industria e del commercio di Firenze il modello di utilità per una «motocicletta a complesso razionale di organi ed elementi con telaio combinato con parafanghi e cofano ricoprenti tutta la parte meccanica».

Il brevetto depositato nel 1946
Il brevetto depositato nel 1946

In realtà, la data di nascita è antecedente di circa un mese. Il 24 marzo 1946, la Vespa debutta alla «Mostra della Meccanica e Metallurgia» di Torino, dove avviene la prima presentazione ufficiale e vengono stipulati diversi contratti di acquisto. Il giorno successivo, Enrico Piaggio scrive una lettera ai suoi collaboratori, comunicando loro che i primi esemplari hanno incontrato grande ammirazione. Nella lettera, Piaggio scrive: «Ho il piacere di comunicarvi che i primi esemplari hanno incontrato l’ammirazione generale. Vi esprimo il mio più vivo compiacimento, certo che con l'unione di tutte le forze, potremo segnare altri passi importanti per la nostra ripresa industriale».

Il debutto

La settimana successiva alla Mostra, la Vespa viene presentata nelle principali città italiane, con diversi annunci pubblicitari sui principali quotidiani. Il debutto ufficiale si tiene al «Circolo del Golf» di Roma, alla presenza del generale americano Stone, in rappresentanza del governo statunitense alleato.

L'evento viene ripreso dal cinegiornale «Movieton». La Vespa appare per la prima volta sulle pagine interne di «Motor» e sulla copertina di «La Moto» del 15 aprile 1946, toccando con mano il pubblico italiano alla Fiera di Milano dello stesso anno, dove anche il cardinale Schuster si fermò incuriosito a osservare il nuovo veicolo.

Anche all’estero la Vespa viene accolta con grande interesse. Il «Times» scrive di «un prodotto interamente italiano come non se ne vedevano da secoli, dopo la biga romana».

L'archivio storico degli 80 anni di Vespa
L'archivio storico degli 80 anni di Vespa

Le vendite

Nel 1947 la produzione arriva a 2.500 esemplari e vengono venduti 2.181 scooter. Nel 1948, Piaggio arriva a produrre 19.822 Vespa. Quando la produzione inizia anche nelle prime licenziatarie estere, come quella tedesca, i numeri crescono rapidamente, raggiungendo i 60.000 esemplari nei primi anni ’50. Tre anni dopo, nel 1954, la produzione sfiora le 171.200 unità, e la Vespa inizia a varcare i confini di Pontedera.

Il suo successo stimola anche la motorizzazione di massa in Italia, grazie anche alla possibilità di acquistare lo scooter tramite rateizzazioni, ben prima che arrivasse la Fiat Nuova 500.

Le Vespe sportive e la concorrenza

Nel corso degli anni, Piaggio ha continuato a produrre anche versioni sportive della Vespa. Modelli come la GS 150 e la 90 SS sono diventati simboli di performance. La concorrenza con la Lambretta Innocenti, che è stata l’unico rivale degno di nota fino al 1971, ha contribuito a stimolare il miglioramento continuo della Vespa.

Per la competizione: le Vespe sportive
Per la competizione: le Vespe sportive

Nel 1950, la Moto Guzzi lancia il Galletto, che però non è mai riuscito a raggiungere il successo della Vespa, pur essendo stato prodotto in 72.000 esemplari fino al 1966. Il Galletto aveva un costo doppio rispetto alla Vespa, e la sua produzione si fermò poco dopo.

160 modelli

Nel 1996, Piaggio presenta una nuova generazione di Vespa: la ET2 e la ET4, che rivoluzionano il concetto di Vespa con cambio automatico a variazione continua e design contemporaneo. Queste versioni diventeranno la base per i modelli successivi, tra cui la LX e la Sprint.

160 modelli di scooter
160 modelli di scooter

Il modello Cosa, prodotto dal 1988 al 1995, è l'ultimo a mantenere le impostazioni classiche con motore a 2 tempi e cambio manuale. La PX, l’ultimo modello con cambio manuale, è uscita dai listini ufficiali nel 2008, ma è stata rimessa in produzione nel 2011 con motore a due tempi, cambio a 4 marce e marmitta catalitica.

Nel 2017, Piaggio introduce la Vespa Elettrica, segnando un passo importante verso la mobilità sostenibile. Nel 2021, la produzione totale di Vespa raggiunge i 19 milioni di esemplari.

L’eredità della Vespa

Oggi la Vespa continua a essere una delle icone più riconoscibili al mondo. Il suo design, pur evolvendosi nel corso degli anni, mantiene sempre la stessa linea distintiva che la rende unica. Con l’introduzione delle versioni elettriche e l’impegno verso la sostenibilità, la Vespa non solo guarda al futuro, ma continua a ispirare nuove generazioni.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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