Scuola, che ogni giorno ricomincia

Riflettori accesi sulla scuola, da domani alla prova dei fatti (anche se qualcuno ha già cominciato). Non se n’è mai parlato tanto come negli ultimi tempi. Ma, verrebbe da aggiungere, forse non se n’è mai parlato abbastanza. E però non è vero che la pandemia ce l’ha fatta riconsiderare, ne ha evidenziato l’importanza nella mancanza, come si suol dire in tante altre situazioni più o meno analoghe.
Perché uomini e donne consapevoli dell’importanza della scuola non sono mai mancati e non mancano, tra azione quotidiana e riflessione, sia dalla parte degli addetti ai lavori sia da quella delle famiglie. Piuttosto la pandemia ha evidenziato difficoltà, disuguaglianze, rigidità. Perché alle famiglie ha chiesto risorse culturali non scontate e inedite fatiche educative; agli addetti ai lavori, in particolare ai docenti, un nuovo modo di fare lezione e di interagire con gli alunni, un aggiornamento strumentale in tempi record e creatività infinita.
Certo di tali «stimoli» arrivati attraverso un’inimmaginabile emergenza sanitaria si sarebbe fatto volentieri a meno; ma se qualcosa si può salvare da tutto questo è forse l’idea che a scuola i programmi, pur fondamentali, valgono fino a un certo punto: ogni giorno è diverso dall’altro, ogni giorno si ricomincia.
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