Regia: Béla Tarr e Ágnes Hranitzky
Con: Volker Spengler, Janos Derzsi, Erika Bók, Mihály Kormos
Genere: drammatico
Distribuzione: Eye division
Ha vinto l’Orso d’Argento al Festival di Berlino 2011 ed è un film per pubblico raffinato e cinefilo (non a caso il primo a mostrarlo in Italia è stato Enrico Ghezzi in “Fuori orario”) questo dell’impegnativo e pessimista maestro ungherese Béla Tarr ora in dvd (buona qualità, ma per extra il solo trailer originale). Lo spunto viene dall’aneddoto su Friedrich Nietzsche che avrebbe iniziato a scivolare nella follia vedendo nel 1889 a Torino un vetturino frustrare brutalmente il cavallo restio a muoversi. Da qui, la cinepresa con estenuanti e rigorosi piani sequenza prende mostrare nella casupola di una landa desolata e sferzata dal vento gli ultimi sei giorni di un vetturino con il braccio paralizzato, della figlia che lo cura amorevolmente e di un vecchio cavallo che rifiuta di partire. Sei giorni che paiono preannunciare un’imminente catastrofe (metafora di un’umanità impotente a evitare la sua condanna?) caratterizzati dal ripetersi di azioni e gesti uguali ripresi con angolazioni diverse che rivelano nuovi piccoli particolari, e che verranno movimentati da un gruppo di zingari che il padre però scaccerà.
IL CAVALLO DI TORINO

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