Il cardinale che celebrava nelle fogne: Simoni commuove la Valtrompia

Nicola Rocchi
A 97 anni il porporato ricorda la vita da prigioniero ai lavori forzati: «Il mondo può cambiare»
Il cardinale Ernest Simoni - Foto Gabriele Strada Neg © www.giornaledibrescia.it
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Le parole di un «martire vivente» hanno illuminato ieri pomeriggio a Gardone Valtrompia la Santa Messa solenne celebrata nella parrocchiale di San Marco in occasione delle feste patronali di Gardone e Inzino.

Così papa Francesco definì il cardinale albanese Ernest Simoni, invitato in valle dal parroco don Piero Minelli: a 97 anni, il porporato viaggia ancora con instancabile energia per portare in tutto il mondo la parola del Vangelo.

La storia

Nato a Troshani, in Albania, nel 1928, ordinato sacerdote nel 1956, Simoni venne arrestato come «nemico del popolo» nel 1963, durante gli anni della dittatura comunista di Enver Hoxha. Ha trascorso 25 anni di lavori forzati, nelle miniere di Spac e nelle fogne di Scutari, senza mai perdere la fede e continuando a celebrare la messa clandestinamente: lui stesso ha raccontato di quando, con gli altri detenuti, spremevano gli acini d’uva per fare il vino per l’Eucarestia, mentre con il pane cuocevano le ostie, e lui riusciva a celebrare il rito anche nei canali delle fogne.

Liberato nel 1990, ha subito invocato la misericordia per i suoi aguzzini. La sua storia ha commosso Francesco, durante la visita compiuta dal papa a Tirana nel settembre 2014; due anni dopo, il 19 novembre 2016, il pontefice ha nominato Simoni cardinale della Diaconia di Santa Maria della Scala.

  • Il cardinale Simoni a Gardone Valtrompia
    Il cardinale Simoni a Gardone Valtrompia - Foto Gabriele Strada Neg © www.giornaledibrescia.it
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Della fede che l’ha sempre sospinto, Simoni ha parlato con passione anche conversando ieri col nostro giornale: «Solamente Gesù - ha detto - è luce dell’anima, amore eterno, speranza di resurrezione per tutti i popoli. In questo mondo chi ama Gesù comincia a godere il paradiso. Per questo dobbiamo convincere tutti i giovani, in questo tempo di grande apostasia, perché si allontanino da ogni forma di peccato. Gesù ha detto: se non diverrete puri e innocenti come bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Servono umiltà, penitenza, amore, mortificazione e anche timore di Dio: si riscatterà il nostro cuore con quella grazia divina che c’è in tutti».

Testimonianza

Tra i martiri albanesi un ricordo particolare in Valtrompia è per padre Giovanni Fausti, il missionario gesuita originario di Brozzo, fucilato a Scutari il 4 marzo 1946 dal regime dopo anni trascorsi in Albania, e beatificato nel 2016. «Non gli ho mai parlato - dice il cardinale Simoni, francescano conventuale - ma è stato un grande santo»; e ricorda i racconti di chi gli narrò di questo «uomo con gli occhiali, che girava col breviario tra le mani» e sapeva affascinare cattolici e musulmani, per la cui conoscenza reciproca si era speso.

Ieri sera il cardinale è ripartito per Roma, dove oggi sarà a colloquio con papa Leone XIV. «Papa Leone - afferma Simoni - è stato una grazia speciale che ha dato la Chiesa al mondo. Lo Spirito santo ha illuminato la Chiesa perché il Santo padre ha una grande forza fisica e una profonda cultura della Chiesa, comprensione per tutti i popoli, capacità di convincere, nel nome di Gesù, tutti i grandi del mondo perché si avvicinino alla pietà e alla misericordia».

In questi anni insanguinati, il cardinale richiama «un comandamento di Gesù che vale per tutti i tempi: amatevi l’un l’altro come io ho amato voi. Se venisse rispettato, l’umanità sarebbe un giardino pieno di fiori e di miele».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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