Domenica scorsa Antonio Capelli, per tutti «Nino», ha compiuto cent’anni. Una vita intera intrecciata con la storia del Golf club Bogliaco, nato nel 1912, il terzo golf più antico d’Italia e il primo in assoluto nel Bresciano, di cui Nino è stato per decenni protagonista silenzioso e instancabile.
Il percorso
Tutto comincia quasi per caso, negli anni della ripresa del Dopoguerra. Il giovane Capelli si aggira nei pressi della club house quando la proprietaria dell’epoca lo arruola d’autorità per apparecchiare alcuni tavoli. Tovaglie, piatti, bicchieri, una spaghettata e qualche bistecca alla brace per gli ospiti che tornano affamati dalle nove buche. L’improvvisazione si trasforma in un piccolo trionfo: «Gli spaghetti erano così buoni che mi hanno dato anche la mancia», ama ricordare Nino con un sorriso.
Da quel giorno non se ne andrà più. Segretario di circolo e ristoratore con la moglie Emilia, Capelli ha saputo essere tutto ciò di cui vi era bisogno nei 40 anni dedicati al Golf Bogliaco, fino agli anni Novanta. Un percorso che lo ha poi portato per oltre un decennio alla direzione del Golf club Folgaria, prima di tornare a casa, a Bogliaco, dove ha continuato come starter fino al compimento dei 95 anni.
Nel 1961, a Torino, Capelli è stato tra gli undici pionieri che hanno fondato l’Associazione italiana segretari golf (oggi Aitg per i tecnici), un punto di riferimento per chiunque scelga di costruire una vita professionale nel mondo dello sport golfistico. Ora vive sereno in una Casa di riposo sul lago di Garda, dove la memoria – lucida e generosa – continua a restituire nomi, volti e storie di una vita spesa tra natura, spazi aperti e persone.
Gesto
A testimonianza del legame che il circolo non ha mai smesso di sentire per lui, Walter Botter, consigliere e tesoriere del club, è andato personalmente a fargli visita, consegnandogli un omaggio con il logo del circolo: un piccolo gesto, ma carico di riconoscenza, per ricordare a Nino quanto la sua storia sia ancora e per sempre legata al sodalizio gardesano. Un piccolo gesto per un uomo che ha reso grande, con umiltà e passione, la storia del nostro golf.



