Il mitico Typhoon rivive a 40 anni dalla chiusura

Giulia Bonardi
Tra festa e memoria, per raccontare pagine della storia musicale e sociale, a Gambara è stata organizzata una serata sabato 18 aprile
La discoteca Typhoon è stata attiva a Gambara dal 1980 al 1987 © www.giornaledibrescia.it
La discoteca Typhoon è stata attiva a Gambara dal 1980 al 1987 © www.giornaledibrescia.it
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A quasi quarant’anni dalla chiusura, rivive il Typhoon, tra festa e memoria, per raccontare pagine della storia musicale e sociale che hanno acceso i riflettori sul paese della Bassa: è questo uno dei significati della serata annunciata dal Circolo Arci di Gambara (via Marcolini 1d), in programma per sabato 18 aprile e che già sta facendo parlare, attirando numerosi appassionati e nostalgici.

«Alle radici del suono. La musica che ha raccontato un’epoca»: questo è il titolo dell’appuntamento, che è tributo e racconto nello stesso tempo.

Negli Anni Ottanta

La discoteca Typhoon è stata attiva a Gambara dal 1980 al 1987: «In un’epoca in cui le sonorità afro, funky ed elettroniche erano ancora territorio di ricerca e sperimentazione, il Typhoon divenne un punto di riferimento per una generazione di giovani, che si spostavano da tutta la regione e non solo, per ascoltare musica diversa, nuova, internazionale – approfondisce Dario Rubessi, del direttivo dell’Arci di Gambara, annunciando anche gli ospiti della serata –. Dalle 21 circa, in console, ci saranno due protagonisti di quella stagione: Beppe Loda, figura centrale nella diffusione della cultura afro in Italia, e Tosi Brandi Claudio, noto come Tbc».

Ma l’appuntamento partirà prima e non sarà soltanto musicale: ci sarà una mostra di dischi in vinile e dalle 19 interverrà anche lo scrittore bolognese Andrea Castagnini, autore di «I ragazzi del Columbus» e «Le nostre strade».

Sempre dalle 19, sarà operativo il servizio cucina. Tra l’incontro e la seconda parte della serata, non mancherà altra musica.

Sulla scena musicale

«Rileggere oggi l’esperienza del Typhoon significa anche interrogarsi sul ruolo che la provincia ha avuto e può ancora avere nella produzione culturale – chiude Rubessi –. Lontano dai riflettori delle metropoli, in spazi apparentemente marginali, nascevano linguaggi che avrebbero influenzato intere scene musicali». L’ingresso è gratuito.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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