«L’ultima volta sono stato a casa mia in ottobre, lontano da Vezza d’Oglio passo 7-8 mesi all’anno». Anche nascere in Alta Vallecamonica può non essere sufficiente se si vuole inseguire il sogno del professionismo in uno sport invernale. Non nello sci di fondo, perlomeno. È il caso di Fabrizio Poli, fondista venticinquenne in forza all’Esercito e inserito nella squadra B nazionale.
Già tre anni fa campione italiano della 50 chilometri, la maratona del fondo sulla neve, per lui l’amore per lo sport è sbocciato presto. «Ho iniziato da bambino a Ponte di Legno, ai tempi la squadra si chiamava Adamello. Ai Regionali da ragazzo conobbi Fabio Maj, facevo tutto da solo. Lo seguii a 15 anni a Schilpario, sono stato aggregato in Polizia e poi a Bergamo con l’Under Up, una squadra per quelli che ci provavano ma non erano riusciti ad arrivare, allenato da Dietmar Noeckler. Con lui ho fatto il salto di qualità e col tricolore è arrivata anche la chiamata dell’Esercito, fortunatamente».




