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«Per 7-8 mesi all’anno in viaggio per inseguire la Coppa del Mondo»

Il racconto di Fabrizio Poli, sciatore di fondo di Vezza d’Oglio
Fabrizio Poli - © www.giornaledibrescia.it
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«L’ultima volta sono stato a casa mia in ottobre, lontano da Vezza d’Oglio passo 7-8 mesi all’anno». Anche nascere in Alta Vallecamonica può non essere sufficiente se si vuole inseguire il sogno del professionismo in uno sport invernale. Non nello sci di fondo, perlomeno. È il caso di Fabrizio Poli, fondista venticinquenne in forza all’Esercito e inserito nella squadra B nazionale.

Già tre anni fa campione italiano della 50 chilometri, la maratona del fondo sulla neve, per lui l’amore per lo sport è sbocciato presto. «Ho iniziato da bambino a Ponte di Legno, ai tempi la squadra si chiamava Adamello. Ai Regionali da ragazzo conobbi Fabio Maj, facevo tutto da solo. Lo seguii a 15 anni a Schilpario, sono stato aggregato in Polizia e poi a Bergamo con l’Under Up, una squadra per quelli che ci provavano ma non erano riusciti ad arrivare, allenato da Dietmar Noeckler. Con lui ho fatto il salto di qualità e col tricolore è arrivata anche la chiamata dell’Esercito, fortunatamente».

Per inseguire la Coppa del Mondo, però, non bastava restare vicino a casa. «In Val Sozzine c’è un giro da tre chilometri, ma non sai per quanti mesi all’anno anche se è ben battuto. Non basta per fare un allenamento di qualità. Di fatto sono via da casa da quando sono adolescente. Prima solo nel weekend, negli ultimi anni delle superiori ho iniziato a stare a Schilpario, poi di fatto almeno 4-5 mesi lontano da Vezza li ho sempre fatti.

Adesso che sono nell’Esercito vado in caserma d’estate una decina di giorni al mese, da ottobre ad aprile sono sempre via. Negli anni scorsi in Val di Fiemme, un vero paradiso per il fondo. Ma quest’anno con le Olimpiadi i prezzi degli affitti erano improponibili, ho dovuto scegliere Roana sull’Altipiano d’Asiago, dove ci sono 50 chilometri di piste per ogni centro e salite allenanti».

Tutto per inseguire il proprio sogno. «Sono stato inserito nella squadra B per Milano Cortina, ma fare quattro quinti posti in Coppa Europa non basta per giocarsi le carte olimpiche, ho anche pagato la lussazione della spalla due anni fa. Ora inizia un nuovo quadriennio e l’obiettivo rimane approdare in Coppa del Mondo. Anche se non sono più giovanissimo e da un paio d’anni ci arrivo solo vicino, le motivazioni per andare avanti le trovo nei piccoli miglioramenti. Questa attesa non mi butta giù, mi viene solo più voglia di provarci. Ogni passo, anche piccolo, è uno stimolo. Per il fondo non ho trovato tempo per l’università online di economia che stavo seguendo, ma è una cosa che terminerò in futuro».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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