Da Verolanuova al Burundi per insegnare agli studenti a fare il gelato

«Quando sono stata nella sua gelateria, a Verolanuova, e ho assaggiato il suo gelato gli ho proposto di venire in Burundi a insegnare ai nostri allievi come si fa. Lui mi ha detto: "Va bene, vengo". Pensavo fosse una frase di circostanza: tanta gente, quando sono in Italia, mi risponde così, poi tra il dire e il fare... Lui, invece, è venuto davvero». A raccontarlo, da Mugutu, è suor Erika Guaragni. La gelateria di cui parla è la Mille e il gelataio si chiama Gabriele Pè.
Originaria di Borgo San Giacomo, suor Erika da anni opera in Burundi, in una zona collinare vicina alla capitale Gitega, dove le Suore Operaie gestiscono una scuola dedicata al loro fondatore Sant’Arcangelo Tadini. Una scuola, racconta, «costruita grazie al prezioso aiuto dei bresciani che comprende una sezione cucito e una alberghiera suddivisa in due corsi: quello liceale con tanta teoria e poca pratica e quello professionale che fornisce le basi di cucina e servizio e aiuta a trovare lavoro perché qui, in questo settore, manca la manodopera qualificata».
Detto, fatto
Ebbene, in questo corso frequentato da 16 allievi è salito in cattedra Pè. Il patron della Mille è infatti stato di parola: appena prima che iniziasse la stagione delle colombe e delle uova di cioccolato, ha spedito l’attrezzatura (macchina del gelato, stampi...) a Mugutu ed è salito sull’aereo che l’ha portato a fare «un’esperienza bellissima: sono stato investito da una slavina di emozioni - ammette -. Mi sono reso conto di quanto noi siamo fortunati e loro, con poco, siano felici». Per due settimane Pé ha insegnato agli studenti come preparare gelato e ghiaccioli (a base dell’ottima frutta locale: mango, ananas, banana, maracujá...) e come creare gli stampi. Dal laboratorio della Mille, inoltre, aveva preparato alcuni video dimostrativi che ha mostrato alla classe tradotti in francese con l’intelligenza artificiale.

La reazione degli allievi è stata più che positiva: «Quando, a fine corso, ho consegnato loro gli attestati di partecipazione erano emozionatissimi». Lo conferma anche suor Erika: «Per i nostri studenti è stata una bellissima scoperta: non avevano mai assaggiato gelati o ghiaccioli. Qui non ci sono, al massimo si possono trovare a Bujumbura». Nella scuola la produzione continua: «Il lunedì è diventato il giorno dei ghiaccioli. Li realizzano in classe e poi li propongono alla gente del posto che, pur non essendo abituata a mangiare cose fredde, sembra apprezzare la novità. Un ristoratore si è anche detto interessato ad acquistarli».
L’appello
La scuola, ricordiamo, è stata realizzata con l’aiuto dei bresciani (come gli Amici delle Suore Operaie, il Mantegna...). Tra le due terre c’è un filo diretto: «Quando sono arrivato - rivela Pè - mi ha colpito il fatto che tutti conoscessero Verolanuova, paese natale di Tadini». Suor Erika aggiunge che sarebbe bello se altri professionisti del settore ricettivo e gastronomico raggiungessero Mugutu per tenere dei corsi: «La formazione evolve. Abbiamo bisogno di imparare».
Le necessità della scuola sono tante: «Non è facile per noi riuscire a pagare gli insegnanti. Dobbiamo sistemare la cucina esterna e vorremmo costruire nuovi spazi: gli iscritti sono in aumento. Ci servirebbero inoltre fondi per aiutare le studentesse che abitano lontano e si trasferiscono nella casa che abbiamo creato due anni fa». C’è da scommetterlo che anche questa volta il suo appello troverà risposte tra i bresciani.
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