«Soffro di più il freddo a Brescia che qui». Parla da una nave ferma nelle acque dell’Antartide Mattia Peri, guida escursionistica bresciana in costante viaggio per il mondo. Ora si trova oltre l’85° parallelo sud tra foche, pinguini, balene, orche. E qualche stazione meteorologica. «Qui ora è estate, ci sono circa zero gradi. Ma il clima è sempre molto secco. Ho lavorato anche in Lapponia a -20 gradi, ma continuo a soffrire il freddo di più a Brescia che mi entra nelle ossa».
In viaggio
Qualche mese fa si è spostato con tutta l’equipe della «Seabourn» dal Rio delle Amazzoni all’Antartide, aggiungendo un altro luogo remoto del globo nel suo personalissimo mappamondo. E anche tra i ghiacciai continua a portare i turisti a scoprire posti atavici e inesplorati a bordo di gommoni e kayak. «Ogni giorno vediamo luoghi spettacolari, limpidi, incontaminati. È facile scrutare animali che sono più allo stato brado. Sono esperienze gratificanti sia per i clienti che per me». Nel 2023 sono infatti stati circa 100mila i turisti arrivati in Antartide, ma quest’anno si prevede di raddoppiare i flussi. Non mancano gli italiani, ma la maggior parte americani. E senza popolazioni autoctone, l’Antartide negli ultimi secoli è stata terra di conquista.




