Storie

Come rafforzare il rapporto tra master e posto di lavoro

Università e impresa.

Cercando la parola «master» in Internet, si trovano siti in cui vengono proposti elenchi di centinaia di percorsi attivati in tutta Italia. Ma il master è uno strumento che effettivamente agevola l'inserimento lavorativo e la carriera? Cosa dicono le aziende in proposito? Una risposta viene dal Master Day, evento con cui il consorzio bresciano Università & Impresa ha celebrato a fine febbraio il decennale di attività e consegnato i diplomi alla cinquantina di giovani (nella foto Eden alcuni di loro) che hanno terminato i loro master nel 2009. La premessa sulla quale il consorzio si è costituito dieci anni fa è semplice: «Un master o un corso di alta formazione sono utili se sono allineati ai fabbisogni reali del mercato del lavoro».
Quando le imprese trainano l'offerta formativa
«L'idea era di riuscire a coniugare le conoscenze teoriche standard con le esperienze on the job delle aziende» spiega il prof. Giancarlo Provasi, ordinario di Sociologia economica della Statale di Brescia. Cioè, progettare un aggiornamento formativo innovativo orientato alle esigenze del tessuto economico bresciano. Il consorzio, fondato dall'Università degli Studi, la Camera di commercio, l'Associazione industriale bresciana, Isfor 2000, Apindustria, Confartigianato, Associazione artigiani e Cna (alle quali l'anno scorso si sono aggiunte Confesercenti, Collegio costruttori, Ascom e Confcooperative), ha dato così il via nel 2000 alla prima edizione del master in «Economia e gestione della piccola e media impresa» introducendo una piccola ma significativa novità: il corso infatti era aperto anche ai non laureati e dedicava particolare attenzione ai figli degli imprenditori e ai giovani imprenditori. Nelle successive edizioni viene destinato esclusivamente a imprenditori, figli di imprenditori già inseriti nell'azienda di famiglia, manager, dirigenti e quadri ad alto potenziale di aziende impegnate nella sfida della competizione interna ed internazionale. Con il più recente master in «Gestione dei processi commerciali» il consorzio fornisce un'altra dimostrazione di formazione calata nel contesto lavorativo: destinato a neolaureati, prevede un periodo di assunzione in imprese - con contratto di alta formazione in apprendistato - al fine di maturare una certa esperienza in affiancamento al titolo di master. Un terzo esempio è dato dal master in Economia e gestione delle cooperative e imprese sociali, che affronta un settore, quello della cooperazione e dell'imprenditoria sociale, di notevole sviluppo nella provincia di Brescia.
Fedeli all'azienda in 7 su 10 dopo il master
Dalla ricerca «Alta formazione post esperienza e post laurea in provincia di Brescia», realizzata da Università & Impresa e presentata al Master Day, emerge una qualche difficoltà motivazionale da parte sia delle imprese che dei partecipanti di fronte alla necessità di investire in formazione. Se le prime hanno scarse risorse economiche da impiegare, soprattutto le piccole e le piccolissime imprese, o temono che il dipendente aggiornato possa trasferirsi in un'azienda che, non avendo investito in formazione, può permettersi di assumerlo con compensi maggiori, il giovane dal canto suo a volte fatica a intuire i vantaggi della formazione poiché difficilmente misurabili. In realtà, la ricerca mette in luce che quasi il 70% dei partecipanti già impiegati non ha cambiato azienda dopo il master. E il giudizio dei partecipanti stessi circa la formazione impartita raggiunge una media di 7,8 su 10 per la qualità e 7 su 10 per l'impatto sul lavoro. Dunque «investire in formazione sui propri migliori quadri e dirigenti sembra favorire la loro fidelizzazione anziché indurli ad abbandonare l'azienda grazie al maggior valore di mercato acquisito con una formazione di alto livello» conclude la ricerca.
Marco Sampognaro
Laura Migliorati

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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