Tutto è cominciato nella Bassa dall’amore per la terra, da un’innata curiosità e dalla sete di provare per imparare. Prima pioniere della coltivazione dei kiwi in Italia (oggi secondo paese produttore dopo la Cina) e poi scopritore della Catambra. L’eredità di Giovanni Ambrogio, portata avanti dal figlio Marino, è pronta ad arricchirsi di un altro capitolo, vent’anni dopo il brevetto europeo numero 2006011 che ha protetto la Catambra di Ambrogio.
La pianta caduca, caratterizzata dal contenuto di catalpolo quattro volte superiore al normale, ha un effetto repellente sulle zanzare. Dall’estratto della catambra è ora stata creata una linea repellente ecologica, che è in attesa della certificazione di Presidio medico chirurgico dal Ministero e ha attirato a Leno anche esperti dal Kazakistan.

Marino, suo padre era un vulcano di idee...
È nato in una famiglia di agricoltori e negli anni settanta fu tra i primi a coltivare il kiwi riuscendo anche a selezionare l'Actinidia arguta. Poi trovò è brevettò il Ginpent, coperto da un brevetto vegetale europeo. Aveva problemi all’anca e, tramite un argentino, conobbe un giapponese che gli fece provare questa pianta che gli diede beneficio. Da qui si incuriosì, provò a coltivarla e riuscì a far sì che si potesse coltivare anche alle nostre latitudini. E quintuplicandone le potenzialità. Poi, sulle rive del Po si imbatté in una pianta attorno alla quale non c’erano insetti. Seguirono esperimenti e innesti che ne potenziarono l’effetto repellente, che fu riconosciuto nel 2006 con un brevetto europeo.
Perché avete pensato di crearne un estratto?
Nonostante sia una pianta rustica, piuttosto facile da coltivare e resistente, ci siamo resi conto che la cura del verde non è per tutti, pensi che alcuni si dimenticano di innaffiare i vasi sul balcone e le piante, per forza, poi muoiono. Così 5 anni fa ci siamo buttati in questa avventura e ci siamo rivolti ad un laboratorio. Abbiamo dovuto affrontare diverse difficoltà: all’inizio per trovare la concentrazione ideale, poi per renderlo facile da utilizzare eliminando il residuo e, infine, per dargli una profumazione gradevole di citronella.
Ora siete soddisfatti?
Sì, abbiamo una linea per uso topico e una per trattare giardini e spazi interni. Il prodotto è naturale e repellente, non insetticida, quindi si può utilizzare anche in presenza di animali, bambini e sulle piante.
La certificazione di presidio medico chirurgico quando arriverà?
Non lo sappiamo con esattezza, abbiamo svolto i test di efficacia, il Ministero richiede almeno l’80% di repellenza e noi lo superiamo. Crediamo che entro il 2027 possa arrivare.

Questo ha attirato l’attenzione persino in Kazakistan.
Hanno un problema importante con le zanzare, abbiamo saputo che utilizzano prodotti chimici per trattare le zone infestate, ma che hanno difficoltà a farlo d’estate dato che in molti usano dormire all’aperto. Allora abbiamo contattato il «Kazakh research institute of plant protection and quarantine di Almaty» che si occupa delle disinfestazioni e, oltre a dirsi interessati, ci hanno chiesto di poter visitare il vivaio e vedere il laboratorio e assistere ai test. Quest’estate faranno dei test con l’estratto in attesa della certificazione.

Ma ce la farete a sostenere la produzione?
La Catambra lavora molto e riusciamo a fare due tagli a stagione, nel frattempo abbiamo aumentato la piantumazione prevedendo un aumento della richiesta dopo il riconoscimento ministeriale. Per quanto riguarda il Kazakistan, poi, la nostra idea è creare là una filiera produttiva.
In patria invece?
Parecchie aziende hanno manifestato un interesse, sia per inserire l’estratto negli impianti di trattamenti nei giardini che per inserire il principio attivo in prodotti repellenti. Onestamente, però, le dico che mi piacerebbe confrontarmi con un Comune, magari quelli di Brescia, per fare un test conoscitivo gratuito.




