Storie

Record del mondo a 64 e 73 anni: l’impresa delle staffettiste bresciane

L'incredibile storia della 4x100 Master: le bresciane Paola e Patrizia Pasini con Fausta Quilleri e la varesina Cristina Galli conquistano il primato mondiale strappandolo al Giappone
Vincenzo Cito
La varesina Cristina Galli e le bresciane Fausta Quilleri, Paola e Patrizia Pasini © www.giornaledibrescia.it
La varesina Cristina Galli e le bresciane Fausta Quilleri, Paola e Patrizia Pasini © www.giornaledibrescia.it

Quando Paola Pasini quindici anni fa si presentò alla visita per l’idoneità agonistica, il medico le consigliò di tornarsene a casa. Ignorava di trovarsi di fronte a una delle più forti velociste italiane cui solo una microfrattura al piede destro aveva impedito di partecipare all’Olimpiade 1980. E da Master, ormai vicina ai 65 anni, l’atleta della Leonessa sta ripetendo i successi di una volta, guidata da una passione sconfinata.

«Non mi sono fermata neppure ai tempi del Covid – ricorda – mi allenavo a Costalunga in un vialetto interno e dalle finestre mi applaudivano». Alla fine Paola ha conquistato anche la fiducia dei familiari. «Dopo le gare – sorride – mi chiamavano per sapere se fossi ancora viva. Poi mio marito è venuto a vedermi, ha dovuto ammettere che la tecnica di corsa è rimasta la stessa e mi ha fatto i complimenti». Né l’ha scoraggiata una caduta in barca che le ha causato un cedimento della colonna vertebrale. «È stata bravissima la dottoressa Antonella Ferrario, che dal 1987 fa parte dello staff sanitario della nazionale, a rimettermi a posto, senza tra l’altro vietarmi – una volta guarita – la ripresa dell’attività agonistica».

Le atlere in gara © www.giornaledibrescia.it
Le atlere in gara © www.giornaledibrescia.it

In pista, come in tutta la sua adolescenza, Paola ha ritrovato la gemella Patrizia, saltatrice in lungo, che a sua volta ha dovuto ritardare il rientro nel mondo dell’atletica – su richiamo dell’antico maestro Alberto Ambrosio – per una lesione alla spalla rimediata mentre raccoglieva fichi. Non l’ha fermata poi neppure una microfrattura da stress, tra l’altro proprio del piede di stacco. «Così non riesco mai a centrare la pedana e finisco col regalare alle avversarie una ventina di centimetri».

Le due Pasini hanno fatto parte della Fiat Om pluricampionessa d’Italia e si sono portate dietro la mentalità vincente di quegli anni. Ecco perché si sono trovate subito bene con Fausta Quilleri, la donna-fenomeno del mondo Master. I genitori Sam e Agape, eroi della nostra Resistenza, quando era una studentessa del liceo dopo una bocciatura le imposero di mollare l’atletica. Raggiunta la laurea in giurisprudenza e diventata poi un affermato avvocato, Fausta si è trascinata per tutta la vita il rimpianto di quell’addio. Fino a quando una sera, dopo una cena tra amici, uno di loro, insegnante di educazione fisica, rimase stupito dal suo scatto per impedire la chiusura del cancello di casa e le propose il rientro. La Quilleri è diventata fra le donne al mondo più veloci della sua età, sfidando le regole del tempo, tanto che oggi, a 73 anni, per trovare avversarie corre con quelle più giovani di lei. Da qui l’idea della staffetta 4x100.

Mancava un quarto elemento, è arrivato dalla provincia di Varese. Si tratta di Cristina Galli, che ha ripreso a correre dopo vent’anni. Insegnante di educazione fisica, a un certo punto ha cominciato ad allenarsi da sola. «Così so con chi prendermela se le cose vanno male». Da quattro tipe così determinate c’era da aspettarsi qualsiasi risultato: è arrivato addirittura il record del mondo.

Applausi

Anche se il quartetto va in pista 5 volte alla settimana, paradossalmente il problema è stato allenarsi, perché Cristina lo fa da sola sul campo di casa a Tradate. «Quando ai campionati regionali di Casalmaggiore in maggio abbiamo disputato la prima gara – ricorda – l’intesa l’abbiamo affinata per la prima volta nel prato di riscaldamento con i bicchieri di plastica a delimitare l’area dei cambi». Ed è uscito fuori il primato italiano di categoria con 1’00”58. E ai tricolori di Misano è maturata la miglior prestazione di sempre con 59”84 e primato strappato al Giappone. Ciliegina sulla torta, il 59” 54” ai campionati di società che ha ulteriormente abbassato il primato del mondo per Master al di sotto dei 65 anni.

Il passaggio di testimone in pista
Il passaggio di testimone in pista

I margini di miglioramento sono alti perché Paola Pasini, ultima staffettista, nel finale di gara è stata ostacolata da un’avversaria finita a terra. «Ho dovuto letteralmente scavalcarla, ecco perché secondo me possiamo arrivare a 58”95», dice con la convinzione di quella che ci crede di più.

Quilleri, invece, dall’alto della sua esperienza riveste il ruolo di mental coach. «L’importante è vivere le gare senza essere assillate dal risultato ma convinte che ciò che facciano fa bene sia al fisico sia alla mente».

C’è una foto del quartetto, raggiante per il record del mondo, diventata presto virale con oltre un milione di like catturati. Ritrae quattro fantastiche ex ragazze degli anni settanta orgogliose di mostrare il tricolore dopo l’impresa raggiunta.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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