Volley A2 maschile, alla Consoli ora serve qualcosa in più

Luca Prandini
La stagione resta da applausi, pensare però alla SuperLega implica un salto di qualità
Applausi per la Consoli Sferc Brescia - © www.giornaledibrescia.it
Applausi per la Consoli Sferc Brescia - © www.giornaledibrescia.it
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Ora serve concretezza. Per 8 mesi l’Atlantide Brescia ha cullato un sogno, quello della SuperLega. Non solo. Per una stagione intera la Consoli Sferc ha regalato emozioni, sogni, speranze, gloria al popolo degli appassionati bresciani della pallavolo.

E con il passare delle settimane ciò che sembrava irrealizzabile si è piano piano avvicinato. La SuperLega è stata a tanto così dall’approdare a Brescia. Poi tutto è svanito. Ma più forte che mai sono rimaste la sensazione e la speranza che l’appuntamento sia solo rimandato.

Un momento

Ora però, si diceva, serve concretezza. L’Atlantide ha dimostrato che i sogni si possono realizzare. Lo scorso anno i ragazzi di Roberto Zambonardi vinsero Coppa Italia di A2 e Supercoppa di A2. Quest’anno sono arrivati in 3 finali su tre competizioni. Rivinta la Coppa Italia di A2 contro Pordenone, e persa la finale play off per salire in SuperLega con Cuneo, l’atto finale della stagione è stata la sconfitta di sabato sera in Supercoppa per 3-0 ancora contro Cuneo.

Un momento del match con Cuneo - © www.giornaledibrescia.it
Un momento del match con Cuneo - © www.giornaledibrescia.it

Ora serve qualcosa in più. Perché Brescia e la sua provincia meritano il palcoscenico della SuperLega. L’Atlantide in 25 anni ha dimostrato di avere un progetto, e di non essere un colpo di vento che fa sbattere le porte e le finestre di casa. Ma per la SuperLega serve di più. Serve ad esempio un investitore convinto di fare grande una società che in 25 anni ha costruito la storia del volley bresciano, e che ha tenuto alto il nome della città e della provincia in un decennio di A2 nel quale altrimenti non ci sarebbero stati squilli nella pallavolo maschile. La gloria delle gesta delle squadre del passato (Colmark, Gabeca su tutte), resta segno di una tradizione. Ma la gloria del passato è anche nostalgia.

Il sogno

Sognare non costa nulla e assaporare una stagione come quella appena conclusa, di grandi emozioni, è già un bel «vivere». Ma in quanti, arrivati alla finale play off contro Cuneo non hanno pensato almeno per un minuto che nella prossima stagione si sarebbero potute vedere dal vivo squadre come Perugia, Trentino, Modena, Macerata, Milano? Più di qualche minuto. Ore per non dire giorni, magari perdendoci anche il sonno. Non solo i giocatori o gli allenatori. Ma anche gli attuali sponsor e sostenitori. E tutti i tifosi che in una ventina di partite hanno riempito il San Filippo.

Guardare avanti

Le sconfitte nella finale play off e in Supercoppa non sono un punto di arrivo. Casomai devono essere il punto di ripartenza per andare oltre ai complimenti e alle strette di mano.

Nel frattempo lunedì pomeriggio in Loggia (15.30) la sindaca di Brescia Laura Castelletti e l’assessore alle Politiche in materia di Sport Alessandro Cantoni incontreranno atleti e staff della Consoli. Sarà l’occasione per festeggiare la fine di una stagione straordinaria, ma allo stesso tempo per provare a capire se il sogno della SuperLega sia pronto per diventare concreto.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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