È finale. L'ennesima, bellissima finale. La Nazionale dalle tante vittorie e dalle infinite emozioni aggiorna ancora il suo score e domani, alle 18 (diretta tv su Rai1 Hd e su Sky Sport Arena), scenderà in campo al Sinan Erdem Sports Hall di Istanbul che ribollirà come non mai del tifo di casa per sfidare la Turchia nella partita che vale oro e titolo europeo (un po' come era stato nel 2021, quando a Belgrado, davanti a 21 mila tifosi, si giocò, vincendolo, l'oro contro la Serbia).
Alla contesa ultima, la sesta della propria storia (e che per il ct Velasco rappresenta un record personale, dal momento che diviene l'unico tecnico ad aver raggiunto la finale continentale sia con la nazionale maschile che con quella femminile) l'Italia ci arriva stoppando sul 3-1 la Polonia.
La cronaca
Nell'incrocio con la selezione allenata da coach Stefano Lavarini, la bresciana Danesi e compagne rallentano solo nel terzo set, perché negli altri la fanno da padrone. Vinto il primo 25-19, dopo un parziale condotto con un gioco ottimo, fondamentali che funzionano al meglio e un muro divenuto molto pesante (non è un caso che il punto esclamativo lo metta Sylla con una stampata), le azzurre replicano il punteggio anche nel periodo successivo.
Questo fila via ancor più liscio del precedente, perché l'Italia non solo non abbassa la concentrazione, ma non permette alle polacche di riprendere fiato e fiducia. Anzi, martella quando si tratta di attaccare e argina e blocca quando sono le avversarie a provare a farlo.
Il film del periodo racconta così di un punteggio costantemente in mano alle nostre, che nel mezzo assestano lo strappo decisivo 12-18, poi possono controllare il finale, fino a certificare il doppio vantaggio con la battuta di Danesi che balla sul nastro, per poi ricadere nel campo polacco, e segnare il 25-19 di cui si diceva.
A seguire, la Polonia, costretta al tutto per tutto, cerca di velocizzare un po' il proprio gioco e prende la testa del parziale, 2-6, tanto che coach Velasco ricorre subito al time out. Al rientro le sue riducono le distanze fino al 9 pari, poi però rimangono ancora indietro, subendo un break di 0-5 propiziato anche da 3 errori azzurri, così scatta di nuovo il tempo.
Stavolta la mossa non giova, l'Italia accorcia ma non ricuce e tanto basta alle avversarie (poco fiaccate dal servizio azzurro), per insistere e dimezzare lo svantaggio, chiudendo 21-25.
Danesi superlativa
Come fare a questo punto a spegnerne lo slancio delle avversarie? Alzando il muro, che si fa solidissimo, scagliando sassate e trovando traiettorie quasi impossibili (16-9), e poi non tirando il fiato, fino all'ultimo punto, quello del 25-16 piantato a terra da una Anna Danesi in grande spolvero: 13 punti, 4 a muro, 1 a servizio, con il 73% in attacco.
Ora c'è l'ultimo passo, se si tingerà d'oro o d'argento lo sapremo domani nel tardo pomeriggio o prima serata. Quel che è certo è che questa squadra, questa Nazionale regalerà l'ennesima medaglia.


