Volley

Anna Danesi verso l’esordio olimpico: «La pressione è uno stimolo»

La roncadellese, capitana della Nazionale femminile di volley, affronterà domani la Repubblica Dominicana: «Sogniamo l’oro da tanti anni»
Mario Nicoliello
Il sorriso di Anna Danesi davanti ai cinque cerchi - © www.giornaledibrescia.it
Il sorriso di Anna Danesi davanti ai cinque cerchi - © www.giornaledibrescia.it

La capitana ci mette la faccia anche all’alba. Per abituarsi all’orario mattutino del match d’esordio (domani alle 9 Italia contro la Repubblica Dominicana) Julio Velasco ha fatto svolgere alle azzurre del volley l’allenamento di rifinitura alle 8 nel palazzetto di Issy-les-Moulineaux. Al termine dell’ora di test le atlete raggiungono gli spogliatoi ad eccezione della portavoce, la centrale bresciana Anna Danesi, primus inter pares in un gruppo che punta decisamente all’oro.

Danesi è strano per voi giocare così presto?

«La mente si attiva, il corpo un po’ meno. Abbiamo fatto delle prove al Centro Pavesi, puntando la sveglia alle 5.50 per abituarci. Di sicuro andrò a letto già alle 10».

Come è vivere in hotel e non nel villaggio?

«Lo spirito olimpico lo sentiamo meno, ma ci hanno detto che era meglio così e ci fidiamo. Fortunatamente a Rio e Tokyo ero stata nel villaggio e quindi posso raccontare questa esperienza. Siamo focalizzate sull’obiettivo e pensiamo solo a quello».

Ansia e dubbi saranno le due rivali da battere per l’Italia?

«Sì e per la loro gestione il coach Velasco è un maestro. Se una palla non arriva, dovremo pensare alla successiva. Se anche un set andrà male lo lasceremo andare e penseremo a quello dopo».

L’oro è possibile per le azzurre?

«Lo sogniamo ripetutamente da tanti anni. Siamo abituate ad avere pressione, se non ce l’abbiamo alle Olimpiadi, quando pensiamo di averla? Per noi è uno stimolo, non una cosa negativa».

Rispetto a Tokyo stavolta ci sarà il pubblico. Sarà un’esperienza completamente diversa?

«Ci farà piacere vedere le bandiere italiane, ma penso che la cosa più importante sia stata non aver avuto il fuso orario da smaltire».

Si aspetta delle sorprese lungo il torneo femminile?

«Anche incominciando con una sconfitta si può vincere la medaglia più preziosa arrivando fino in fondo. Dovremmo vivere l’esperienza giorno per giorno, passo dopo passo, ponendosi sempre gli obiettivi successivi. Un passo falso si può fare nel girone, poi nella fase a eliminazione diretta l’errore non sarà più ammesso».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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