Volley

Anna Danesi, campionessa non solo di volley: arriva la seconda laurea

La giocatrice bresciana di Roncadelle, miglior centrale del Mondiale, ha discusso la tesi mentre era in trasferta
La neo bis dottoressa Anna Danesi, giocatrice della Nazionale di volley
La neo bis dottoressa Anna Danesi, giocatrice della Nazionale di volley
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Ieri nel bresciano, a festeggiare con tutta la famiglia, c'era anche il nipotino di quattro mesi. Forse quando lui sarà grande Anna Danesi gli racconterà di quando la zia, tra un allenamento e una partita, è stata proclamata dottoressa in Scienze della nutrizione umana all'università San Raffaele, con 103/110, dopo aver discusso la tesi in collegamento da una stanza d'albergo, con i propri cari ad assistere a loro volta in videochiamata da Roncadelle.

Perché lei questo ha fatto lunedì, mentre con Novara era in trasferta a Firenze: appello alle 9, poco più di un'ora dopo esposizione dell'elaborato «L'importanza dell'alimentazione nello sport di alto livello, focus sulla pallavolo», portando ad esempio il suo piano nutrizionale, proclamazione e poi via, in palestra, per rifinire la preparazione alla partita poi vinta in serata.

Progetti futuri

«È andata bene e sono molto contenta – rivive la giornata Danesi -. Adesso ho due lauree diverse (era già dottoressa in Scienze motorie, ndr) che mi potranno fornire alternative nel post pallavolo. Non so ancora cosa farò, ma un'idea c'è: vorrei continuare a studiare per acquisire i crediti per l'insegnamento e portare la mia passione per lo sport anche nella scuola».

Fra un libro e una finale

La costanza non manca: mentre studiava, tra le altre, si è giocata una finale scudetto, ha vinto una Cev Cup e con la Nazionale ha conquistato un Europeo, una Vnl, e un bronzo mondiale: «È stato un percorso impegnativo, ho studiato nelle pause che il volley mi dava, che fossi con l'Italia o con il club, pomeriggio o sera, ogni momento era buono, e ho detto no a tanti inviti. Ora potrò avere più respiro». E non ci saranno più esami, che assicura agitarla più di qualsiasi match, nel mezzo di una fase ad eliminazione del Mondiale, com'è stato ad ottobre: «Non mi era mai capitato durante una competizione così importante, ma mi ha aiutato a staccare dal campo, in generale i due cammini hanno fatto proprio questo: alleggerito la pressione l'uno dell'altro».

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