Bruno Festo: «La convocazione per le Olimpiadi è un’emozione unica»

La qualificazione di Bruno Festo ai Giochi olimpici è il frutto della tenacia e della caparbietà dimostrate dal venticinquenne di Sale Marasino, indomito nel non abbattersi quando tutto sembrava perduto. Nell’acqua di Marsiglia il velista bresciano sarà il prodiere della timoniera Elena Berta sul 470 misto tricolore. Il sodalizio con la trentunenne romana è cominciato appena due anni fa, ma 24 mesi sono stati sufficienti per staccare il biglietto a cinque cerchi. Decisivo a tal fine è stato il sesto posto all’Europeo di Cannes. Così dopo un’edizione di assenza, la vela bresciana torna nel cartellone a cinque cerchi, ancora una volta con un prodiere sebino, nato a Brescia nel 1999, cresciuto a Sale Marasino, poi trasferitosi a Iseo.
Gli esordi
Il piccolo Bruno ha frequentato i primi corsi a Pilzone. «A 8 anni ho fatto la mia gara agonistica d’esordio nell’Optimist, poi ho continuato a crescere e maturare e non mi sono mai staccato da questo ambiente, viaggiando in lungo e in largo per l’Europa e per il mondo. Non ho ottenuto risultati eccezionali nelle categorie giovanili, ma il sogno olimpico oggi avveratosi mi era comparso nella testa già nel 2019».
Ai tempi Festo gareggiava nel 470 misto insieme alla triestina Maria Vittoria Marchesini. «In quell’esperienza capii che questa sarebbe stata la mia barca e che il mio ruolo sarebbe stato quello di prodiere con una ragazza timoniere. L’esperienza con Maria Teresa è durata tre anni, poi nel 2022 abbiamo deciso di prendere strade diverse. Lei aveva perso le speranze olimpiche e pertanto ha deciso di smettere, così io sono rimasto a terra».
Nuovo inizio

Quando tutto sembrava perduto, Festo è stato bravo a cominciare una nuova avventura: «Ho riflettuto tanto e sono arrivato alla conclusione che il 470 misto era l’ideale per me, pertanto mi sono messo alla ricerca di una nuova partner e quasi in maniera spontanea mi è capitata l’opportunità di fare squadra con Elena Berta. Lei era già nel giro della Nazionale e aveva disputato per ben due volte i Giochi olimpici, eppure in quel periodo aveva perso il suo storico prodiere».
Il bresciano e la romana hanno bruciato le tappe, sognando tanto ardentemente i Giochi da riuscire a conquistarli. «La concorrenza interna era tanta e noi, avendo iniziato tardi a regatare insieme, partivamo non certo favoriti per ottenere il pass, ma ce l’abbiamo messa tutta, abbiamo faticato tanto, facendo in due anni quello che altri hanno fatto in tre, e alla fine posso dire che con la convocazione è arrivata la soddisfazione più bella della carriera».
In Francia
Per farsi trovare pronto Festo dopo aver partecipato alla cerimonia della consegna della bandiera al Quirinale è volato subito a Marsiglia. «Ci stiamo allenando qui da un mese, ma in precedenza c’eravamo stati anche l’anno scorso in ottobre. In questi giorni torniamo a casa, giusto il tempo per fare la valigia e salutare familiari e amici, perché il 20 si riparte. Arriveremo in anticipo, giacché la nostra prima regata sarà il 2 agosto. L’unico cruccio sarà non poter partecipare alla cerimonia d’apertura, visto che non andremo a Parigi».
L’obiettivo è molto semplice: «Rientrare tra i primi dieci sui 21 partecipanti. Non abbiamo avuto modo di confrontarci di recente con tutti i nostri sfidanti, pertanto un pizzico di incognita sui reali valori c’è. Darò tutto me stesso, sperando che sia solo l’inizio di una bella storia». Bruno vive a Iseo a casa di mamma e papà, «ma negli ultimi sei mesi ci sono stato appena cinque giorni». Un cittadino del mondo: «Partecipare alle Olimpiadi è la soddisfazione più bella della carriera, perché è il coronamento di tanti anni di fatica, sacrifici e lavoro. In media sono a casa meno di 10 giorni al mese, vivo in mare o sul lago, ma è una cosa che mi piace un sacco». A differenza di tanti colleghi, non è un militare. «Sono un dilettante e il mio circolo è la Lega navale italiana, sezione di Mandello del Lario. Spero che l’esperienza olimpica mi apra le porte del professionismo»
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