Cinquant'anni di storia alle spalle e una nuova pagina tutta da scrivere. Il Rugby Rovato si prepara alla stagione 2026/2027 con una novità di peso: la prima squadra sarà al via del campionato italiano di serie A, dopo il ripescaggio che ha premiato il percorso compiuto dalla società rossoblù.
Un traguardo arrivato proprio nell'anno del cinquantesimo anniversario e presentato sabato sera nella Sala del Pianoforte del Comune di Rovato, davanti a dirigenti, atleti, rappresentanti delle istituzioni e del movimento rugbistico.
Filo conduttore
Quello della serata è stata la consapevolezza di affrontare una categoria superiore senza perdere l'identità costruita in mezzo secolo di attività.
Il presidente Giuseppe Pagani ha ricordato come il salto in serie A rappresenti il coronamento di un percorso lungo, soprattutto per quegli atleti che vestono la maglia del Rovato da quando erano bambini. «Ci sono giocatori esperti che giocano insieme da quando avevano sei o sette anni, quindi da più di venti. Per loro è il coronamento di tutto il lavoro svolto negli anni», ha sottolineato Pagani. Al loro fianco ci saranno diversi giovani cresciuti nel vivaio, chiamati ora a misurarsi con un livello di rugby più alto.

La chiamata della Federazione è arrivata il 21 agosto, quando la preparazione della squadra era già iniziata. Una proposta che la società ha valutato insieme a dirigenti, staff e giocatori, decidendo di accettare la sfida. Una scelta che porta il Rugby Rovato a confrontarsi con una realtà nazionale, ma anche a rappresentare la città sui campi della serie A.
Occasione grande

Il valore del percorso è stato riconosciuto anche dal presidente del Comitato Regionale Lombardo della Fir Maurizio Vancini, presente alla serata insieme al sindaco Valentina Bergo, all'assessore allo Sport Eduart Caca, al general manager Giuseppe Lanzi, al direttore tecnico Pierangelo Ceretti e al presidente onorario Fausto Pagani.
Il settore giovanile resta uno dei pilastri del progetto. Una filosofia che trova riscontro anche nelle scelte tecniche illustrate da Pierangelo Ceretti, direttore tecnico e allenatore della prima squadra. Accanto alla formazione di serie A, il Rovato manterrà inoltre una seconda squadra seniores impegnata in serie C, creando così un ulteriore spazio di crescita per gli atleti e una continuità fra le diverse categorie.
Lavoro
Sul campo, Ceretti indica una strada precisa per affrontare la nuova sfida: concentrarsi su ciò che la squadra può realmente controllare. «I risultati non possiamo controllarli. Cominciamo a pensare a quello che possiamo controllare, perché quello che fanno le altre squadre non possiamo farlo», ha spiegato il tecnico. «Non vedo avversari imbattibili. L'unico avversario che dobbiamo riuscire ogni volta a superare siamo noi stessi, migliorando le nostre prestazioni». Anche il general manager Giuseppe Lanzi ha insistito sul valore del lavoro collettivo che ha accompagnato il club fino a questo risultato. «Non ci ha regalato niente nessuno», ha detto rivolgendosi ai giocatori, ricordando come il traguardo sia il frutto del lavoro di atleti, tecnici, dirigenti, volontari e famiglie.

Il cinquantesimo anniversario diventa così lo sfondo ideale per una stagione che apre un capitolo nuovo. La serata si è conclusa con la presentazione delle formazioni seniores di serie A e serie C e delle Under 18 e Under 16, prima del tradizionale terzo tempo alla Club House dello Stadio Giulio e Silvio Pagani.
Per il Rugby Rovato, insomma, la serie A non è soltanto una categoria da affrontare. È la prova di quanto costruito in cinquant'anni e, allo stesso tempo, l'occasione per capire fin dove può arrivare una società che ha scelto di guardare al futuro senza dimenticare da dove è partita.



