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Natascia Galli, «regista» bresciana delle star alla cerimonia d’apertura

Francesca Roman
La project manager si è occupata del dietro le quinte dello show che ha inaugurato i Giochi di Milano Cortina: è nel team di Mario Balich e si è occupata dei personaggi famosi
Natascia Galli con Valentino Rossi
Natascia Galli con Valentino Rossi
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C’è anche una project manager bresciana dietro le quinte della cerimonia di apertura dei Giochi di Milano Cortina 2026. È Natascia Galli, 37enne di Rezzato ma residente a Milano fin dai tempi dell’università. Nel team di Marco Balich, con il quale collabora da una decina di anni, si è occupata degli «high level talent», e cioè di tutti i personaggi famosi saliti sul palco di San Siro.

Il suo lavoro

«Dal contratto alla scena – riassume Natascia –. Ho iniziato ad occuparmi di questo segmento dallo scorso settembre: ho contribuito alla loro scelta artistica, li ho contattati, organizzato i loro spostamenti logistici, gli alloggi, tutte le necessità tecniche, i costumi, le interviste, i photoshooting… Con me avevo un team di altre cinque professioniste, tra cui altre due bresciane, Francesca Vornoli e Francesca Zampieri. È stato davvero una mole enorme di lavoro, intensissimo, assorbente e quasi alienante da Natale in poi. Ma che emozione far parte di tutto questo».

«La cosa più difficile è stata far capire agli artisti che non era il loro show – prosegue la bresciana –. Vengono a titolo gratuito, come da prassi olimpica. Mariah Carey si è addirittura autoproposta, Samantha Cristoforetti è stata forse la più entusiasta, Sabrina Impacciatore è tornata apposta da Los Angeles, dove stava girando «The paper», per fare le prove. Tutti si sono messi molto in gioco. I miei preferiti però sono stati gli ambasciatori di pace, che si sono sentiti onorati di essere stati chiamati, con un’umiltà incredibile».

Un altro momento unico per Natascia è stato il video girato nel deposito dell’Atm di Milano con il presidente Sergio Mattarella e Valentino Rossi. «Mattarella è stato splendido e disponibilissimo – ricorda con emozione –, e anche Valentino è stato carinissimo. Questi incontri umani hanno reso sostenibile la gestione di un lavoro per cui serve tanta empatia, pazienza e tempra». Qualità che Natascia ha inevitabilmente ereditato da papà Adolfo Galli, uno dei più importanti promoter musicali italiani. «Sicuramente – ammette, commossa – la facilità con cui riesco a gestire i rapporti la devo a lui: ci sono cresciuta, l’ho respirata fin da bambina e ha formato la professionista che sono».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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