Quarantasei anni in due. Poco più degli «anta» di Rodrigo Palacio. Eppure, la personalità non fa loro difetto. Massimiliano Mangraviti, 24 compiuti meno di un mese fa e Mattéo Tramoni, 22 candeline spente quattro giorni prima del difensore, sono benzina verde nel motore del Brescia. La «Tra-Ma» che racconta di due giocatori in forma.
Restando nella metafora automobilistica, Mangraviti rappresenta un po’ l’usato sicuro: partito titolare a inizio stagione, preferito da Inzaghi a Papetti al fianco di Cistana, ha poi lasciato il posto a Chancellor guardando i compagni dalla panchina nell’intero mese di ottobre, per poi trovare spezzoni di match e anche un paio di maglie da titolare fino alla sosta quando, con la società che ha deciso di mettere ai margini il lungo venezuelano in scadenza di contratto, ha ritrovato il posto fisso tra gli undici. Quel posto fisso che il destino, nelle ultime uscite, ha voluto riuscisse a tenere anche per le disavventure capitate al nuovo arrivato Adorni, sulla carta un titolare da affiancare a Cistana.



