L’orgoglio di Brescia: la città omaggia i suoi 125 portacolori

In San Barnaba è tornato il tradizionale appuntamento con il premio del Comune «Campioni della Leonessa»
La premiazione al San Barnaba dei «Campioni della Leonessa»
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La premiazione al San Barnaba dei «Campioni della Leonessa»

Riflettori e riconoscimento per chi ha fatto brillare il nome di Brescia dentro e ben oltre i confini della stessa, luci accese su «Campioni della Leonessa». Si è svolta ieri, all'auditorium San Barnaba, in città, la decima edizione del premio attraverso il quale il comune di Brescia ha reso merito a tutti quegli sportivi che, tra il 2020 e il 2021, in varie discipline, in diverse competizioni, hanno portato in alto i colori della città.

«Con questa cerimonia – ha introdotto la serata il consigliere con delega allo Sport, Fabrizio Benzoni – non premiamo solo le vittorie, mettiamo al centro il mondo sportivo, tornando per la prima volta a farlo nel mese di dicembre come era consuetudine, e riconoscendo due anni di grandi soddisfazioni, ma anche di grandi sacrifici. Come amministrazione, abbiamo deciso di tenere aperti gli impianti per l'attività agonistica anche durante il lockdown, scelta non scontata e molto costosa, ma di cui non ci siamo pentiti, perché si tratta di un investimento buono, dato che parliamo di benessere, inclusione, socialità, e divertimento».

125 i nomi, tra atleti e società sportive, che sono stati annunciati e poi salutati dalla platea con i doverosi applausi, tra campioni olimpici e paralimpici, mondiali, europei e nazionali, ciascuno con le proprie abilità. E la targa recante l'effige della Vittoria Alata è stata ritirata dai diretti interessati, ma anche da allenatori, genitori, nonni. «Il mondo sportivo bresciano – ha detto Tiziana Gaglione, delegata prvinciale del Coni – è fortunato per questa attenzione che gli viene riservata, affatto scontata. Mai come quest’anno dobbiamo ringraziare lo sport italiano perché, con grandi risultati, ci ha dato ciò che che a volte perdiamo un po’: il senso di comunità, appartenenza, rappresentanza italiana. Premiamo l’apice che viene però dal basso, dalla base, i campioni nascono dalle piccole società».

Sul palco, portate dagli atleti - dai giovanissimi al 76enne Camillo Carlucci, campione di nuoto master che, dopo essere finito in ospedale per Covid, se lo è voluto lasciare alle spalle coprendo il periplo del Lago di Garda, 140 chilometri in 11 giorni - se ne sono alternate davvero tante. Nuoto, pallanuoto, pallavolo, scherma, sport equestri, ginnastica artistica, ciclismo. E poi atletica leggera, skateboard, pugilato, arti marziali, golf e footgolf, pattinaggio, tennis, canoa, baseball solo per citarne alcune. «Questa è una splendida occasione – ha rimarcato Giuseppe Bresciani, delegato provinciale del comitato paralimpico - per ritrovarci e tirare le somme di due anni impegnativi. Come testimonial abbiamo qui Federico Bicelli, non una meteora, ma un atleta che si impegna e lavora tanto, e questo deve essere il leitmotiv di tutti: per essere campioni ci vuole la testa».

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