Il fattore L. Che da una parte ti premia e dall’altra ti toglie. Elle come Léris, autentico spaccapartita, ma elle anche come Linner, in difficoltà all’esordio tra i pali. Le due facce della serata beffa del Rigamonti hanno il volto dell’esterno d’attacco nel bene, e del portiere subentrato a Joronen nel male.
Léris, come già accaduto ad Alessandria ha sbloccato la partita nel momento chiave, quando la squadra stava soffrendo. Ma anche prima del gol del momentaneo 1-0, l’ex Sampdoria era stato il più pericoloso della banda di Inzaghi. Mandando in tilt la difesa del Crotone ad ogni accelerata e mettendo sul prato il solito carico di potenza, corsa e tecnica. Non è stata sicuramente la rete più difficile della sua carriera, ma come si dice in questi casi, «bisogna comunque esserci» e Léris c’era. Così come nella ripresa non ci ha pensato due volte quando ha sparato in porta a colpo sicuro in diagonale, trovando la pronta risposta di Festa che gli ha negato la doppietta. L’unico neo della sua serata è stata l’occasione gettata al vento sul finale di match quando, imbeccato in area da Palacio, Léris arriva stanco alla conclusione e manda sull’esterno della rete il pallone del possibile 3-2.




