Sono 40: «Però a me non fa effetto». Sicuro? «Boh... a me sembra un compleanno qualunque». È impossibile: il raggiungimento di qualsiasi cifra tonda innesca in chiunque il meccanismo che porta a fare bilanci... «Giuro che a me non è scattato nulla, ma se dobbiamo fare il bilancio, facciamolo. Solo che il mio è subito fatto: gli anni passano e io mi sento sempre e comunque un ragazzo fortunato».
Se non l’avessimo di fronte al tavolino di un bar, il sospetto di un bluff di fronte a tanta indifferenza nei confronti del compleanno numero 40, sarebbe fortissimo. Ma gli occhi di colui che da oggi è ufficialmente un signore di mezz’età («Io mi sento un uomo ed eterno ragazzino insieme») non raccontano bugie. È proprio così, Andrea e il suo alter ego Airone non mentono: sono 40 anni per entrambe le identità di Caracciolo, ma è come se non fosse. Vale proprio la pena di indagare su tanta naturalezza che un po’ fa specie, perché di solito la categoria del calciatore è quella che più fatica a fare i conti con il tempo che scorre. Caracciolo fa eccezione, come un’eccezione d’altronde la fa la sua storia di calcio e di vita. Che poi è più che altro una storia di vita che l’ancora attaccante milanese sente realizzatissima prima di tutto sul piano umano proprio grazie al calcio.



