Solo i nomi a pronunciarli incutono paura nei ciclisti non troppo amanti della salita mentre esaltano i camosci del pedale: Mortirolo, da affrontare due volte da Mazzo (il versante classico, quello più duro) e il passo Gavia che con i suoi 2621 metri sul livello del mare sarà con ogni probabilità la cima Coppi del prossimo Giro d’Italia.
La tappa regina
A poco più di due settimane dalla presentazione ufficiale (il 3 novembre a Roma) filtrano nuove indiscrezioni sulla corsa rosa del prossimo anno che riguardano la tappa regina e non solo. Abbiamo già anticipato la scorsa settimana che martedì 25 maggio, sarà il giorno della tappa regina con partenza da Sondrio e arrivo all’Aprica in occasione dei 100 anni da quando è comune autonomo.
Nuovi importanti particolari
La tappa si svilupperà su un tracciato di quasi 200 chilometri con all’inizio una prima volta il Mortirolo da Mazzo per saggiare la gamba dei corridori, discesa a Monno per poi proseguire verso Ponte di Legno. Scomparsa dai radar purtroppo l’ipotesi di salire sul Mortirolo anche dal versante bresciano dalla direttissima Contador.

Una volta arrivati a Ponte, ai girini spetterà compiere la temuta ascesa al Gavia, da qualche anno non più presente nel disegno del Giro causa i grandi rischi di trovare ancora neve fresca in quota a fine maggio (memorabile e drammatica fu l’ascesa al passo nel 1988 sotto una bufera di neve). Una volta raggiunti il rifugio Bonetta, discesa verso Bormio e la Valtellina per andare a riprendere nuovamente il Mortirolo quando le tossine nelle gambe si faranno sentire. Altra discesa verso Monno ma stavolta si gira a destra verso Edolo e poi il traguardo dell’Aprica, probabilmente attraverso il più impegnativo versante di Santicolo.
Dislivello record

Se confermato questo disegno il dislivello della frazione si aggira, se non addirittura supera i 6000 metri ponendo questa tappa già leggendaria di per sè sul podio assoluto delle frazioni più dure e impegnative della corsa rosa.
Sopra quota 6mila troviamo solo la Conegliano Rifugio Gardeccia del 2011, il Giro vinto sul campo da Contador ma poi assegnato al povero Michele Scarponi per la squalifica retroattiva dello spagnolo e la Caldes Val di Sole passo dello Stelvio del 2012 con 6068 metri in un Giro dominato dallo spagnolo Joaquim Rodriguez ma superato nell’ultima crono dal canadese Ryder Hesjedal.
La tappa della Bassa
Il giorno seguente, mercoledì 26 maggio, la carovana ripartirà da Chiari dopo aver dormito sul lago d’Iseo e pare che il tragitto della corsa punti nuovamente a est per una tappa dal profilo molto più leggero anche se non debitamente per velocisti, bensì adatta a finisseur o fughe da lontano.
Il gruppo dovrebbe attraversare tutta la Bassa Bresciana per approdare nel basso Garda e infine nel Veronese, in modo particolare in Valpolicella con possibile arrivo a Negrar, paese sede del famoso Palio del Recioto, gara internazionale per dilettanti.
Le altre frazioni
Nelle indiscrezioni uscite in questi giorni su alcuni organi di stampa pare si aggiunga alla tappa con Gavia e doppio Mortirolo anche una frazione, la penultima in questo caso, con traguardo sul mitico Zoncolan dopo uno sconfinamento in Austria. Ma per equilibrare il disegno e attrarre i big, ci saranno due cronometro, una con arrivo sul Gran Sasso (salita) e l’altra la domenica che precede l’ultima settimana all’autodromo di Monza.
La partenza del Giro, poi, è cosa nota, avverrà a Trieste con sconfinamento in Slovenia (strizza l’occhio al desiderato Pogacar) e l’ultima ancora una volta, traguardo per velocisti a Roma ai fori Imperiali. In mezzo tante tappe dal profilo misto per accontentare più gusti e corridori. Ma il fascino di un Giro lo fanno le salite e Gavia e Mortirolo da soli garantiscono uno spettacolo a cinque stelle.




