Si fa presto a dire giorno di riposo. Per gli atleti e una organizzazione complessa come quella del Giro d’Italia un trasferimento come quello di ieri rappresenta una difficoltà spesso maggiore di una tappa alpina. Faticoso per i corridori che devono alzarsi presto già con le valigie pronte, trasferimento in bus all’aeroporto, volo charter diretto in Puglia.
Una volta atterrati devono raggiungere l’albergo di destinazione e non dimenticarsi di uscire a fare una sgambata in bicicletta. Con la tappa di oggi destinata ai velocisti qualcuno potrebbe aver percorso parecchie decine di chilometri anche a velocità sostenuta per mantenere la forma. Il pericolo infatti di riposare totalmente è quello di partire imballati il giorno seguente. Una volta tornati in albergo massaggi e a dormire presto.
Il personale
Per il personale al seguito del Giro il giorno di riposo può rivelarsi persino peggiore. Perché gli atleti viaggiano comodi in aereo, i mezzi (motorhome e ammiraglie) invece devono imbarcarsi sui traghetti e fare un lungo viaggio per giungere a destinazione. Per non parlare del personale dell’organizzazione: Rcs sport, fra giuria e altri componenti dello staff organizzativo muove almeno cento persone che viaggeranno un giorno intero per arrivare a destinazione.



