Calcio

«Noi forti, ma senza gli infortuni del Brescia sarebbe stata più dura»

Fabrizio Zanolini
Il ds del Vicenza Zamuner svela i segreti della squadra: «I tanti ragazzi del posto in rosa sono stati un valore aggiunto»
Un momento di Union Brescia-Vicenza lo scorso novembre - Foto New Reporter Pasotti © www.giornaledibrescia.it
Un momento di Union Brescia-Vicenza lo scorso novembre - Foto New Reporter Pasotti © www.giornaledibrescia.it
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Ha chiesto di non chiamarlo «Miracolo Vicenza», perché «non c’è nulla di divino in una giusta programmazione e nelle scelte migliori». Giorgio Zamuner, diesse dei biancorossi veneti, ha costruito il gruppo vincente che, dopo 4 anni d’inferno di C, è tornato in cadetteria dopo una stagione strepitosa colmata in una promozione raggiunta con sei giornate d’anticipo. E domenica ci sarà quello che ormai è uno scontro diretto solo su carta e che, piuttosto sarà la festa sul campo del Vicenza che riceverà anche il trofeo dalle istituzione della Lega Pro.

Zamuner, avere in rosa dieci giocatori vicentini è stato un valore aggiunto?

«Il Vicenza è una squadra con un tifo molto sentito. Rappresenta il sogno di ogni bambino vicentino che si avvicina al calcio poterci giocare un giorno da grandi. Quindi, avere in squadra una decina di questi ragazzi che avevano questa voglia, che conoscono la piazza, la tifoseria, ha creato quel senso d’appartenenza che ti porta sempre a dare quel qualcosa in più. Sì, credo proprio sia stato un valore aggiunto».

I 22 punti di distacco dalla seconda dicono di un Vicenza troppo forte o di avversarie troppo deboli?

«Credo che la verità stia nel mezzo. Certo, noi eravamo convinti di avere allestito una squadra forte e l’avevamo intuito già nei primi giorni del ritiro estivo. S’era creata da subito la giusta empatia tra i giocatori, l’allenatore e la società: abbiamo capito che c’eravamo messi sulla strada giusta».

Quando ne avete avuto la conferma?

«Quando abbiamo cominciato ad avere un discreto vantaggio sulle inseguitrici e abbiamo visto che le pressioni su chi stava dietro ed era costretto ad inseguire senza commettere mai errori erano difficili da sopportare. Quel primo gap ci ha agevolato, ma l’ha fatto perché siamo stati bravi noi a non perdere un colpo».

Qui a Brescia si è convinti che senza l’abnorme emergenza infortuni i biancazzurri avrebbero potuto giocarsela fino alla fine. È d’accordo?

«Il Brescia aveva allestito una rosa di sicuro valore e da subito abbiamo pensato che sarebbe stato il nostro primo antagonista: ecco perché presumo che se non avesse avuto tutti quegli infortuni ci avrebbe reso la vita difficile».

S’è mai trovato nella sua carriera in una situazione simile?

«No, né da giocatore, né da dirigente ho mai vissuto una situazione simile. È certamente una situazione inusuale alla quale solo il Brescia può dare una risposta. È anche vero che molti sono stati infortuni traumatici alle ginocchia la cui "colpa" si può dare al caso».

Lei ha legami professionali col territorio bresciano. Che ricordi ha dei suoi anni da giocatore con la maglia del Lumezzane?

«Sono stati due anni e mezzo (seconda metà anni ‘90, ndr) della mia carriera dove sono stato molto bene. Mi era un po’ passata la voglia di giocare e a Lumezzane l’ho ritrovata grazie ad un ambiente bello, sereno, professionale dove non ti facevano mancare niente. Al mio primo anno, vincemmo subito la C2».

Ha mantenuto qualche rapporto?

“Certo. Un legame che ancora sento con la vecchia dirigenza di quel Lume: Aldo e Carlo Bonomi, Bortolo Pozzi e altri. E tutte le volte che ci gioco contro, per me è un piacere incrociare i rossoblù».

Ha qualche consiglio da dare al suo collega Ferretti dall’alto della sua maggior esperienza?

«Andrea lo conosco bene: è un ragazzo competente, non ha bisogno dei miei consigli. Diciamo che quest’anno ha avuto la sfortuna di trovare sulla sua strada un Vicenza forte che non ha mollato un centimetro e che ha fatto della continuità e della mentalità il suo pregio principale».

Immaginiamo che abbiate brindato non poco: il Brescia che vi incontrerà domenica vi troverà ancora un po’... alticci?

«Beh – ride – visto il risultato di Renate (3-1 per il Vicenza, ndr) direi che la sbornia l’abbiamo smaltita..Vogliamo ottenere il massimo da qui alla fine per non alimentare polemiche e per onorare al meglio il campionato».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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