Tripla «V»: con Vesentini Vido e Valente il Brescia inizia a vedere soluzioni

Recuperare. È la voce del verbo sulle cui coniugazioni in casa Union Brescia ci si esercita maggiormente, se non esclusivamente. C’è da provare a recuperare qualcosa, seppur senza ossessioni brucia energie, rispetto a chi è davanti in classifica. E per provare a farlo c’è da recuperare qualche risorsa in rosa. In una fase in cui è però la prima missione non può che essere, all’insegna di un sano realismo, quella di tenere botta: va infatti innanzitutto eretto un fortino a difesa di ciò che si ha - il terzo posto - nei confronti di un Cittadella che dopo aver preso una lunga rincorsa domani proverà il sorpasso.
Situazione
Il Brescia che una settimana fa giocava - bene - il big match con la super capolista Vicenza, era una squadra in grave emergenza. E alla vigilia di un altro big match, in emergenza resta. Ma le sfumature hanno un grande valore e fanno la differenza.
Alla partita del «Tombolato» di domani la squadra di Diana arriva ancora corta, ma nel frattempo confortata sia dalle risposte avute con i biancorossi in coda a una settimana di avvicinamento che era stata molto complicata, sia dall’esibizione in Coppa Italia.
Bene i giovani, tra questi soprattutto il più «strutturato» del lotto Mattia Valente al secondo centro consecutivo nella competizione e a caccia della consacrazione anche in campionato. La convincente prova di San Benedetto è stata un mattoncino a suo favore: il fatto che dopo Carpi Diana lo abbia comunque lasciato a «bagnomaria» non lo ha sconfortato. Ha continuato a darci dentro mandando un segnale importante. Potrebbe iniziare a godere di maggior fiducia. Ma la «V» non è solo quella di Valente. È anche quella di Filippo Vesentini. Ed è anche quella di Luca Vido. Ovvero due che nelle attese di inizio stagione avrebbero dovuto spaccare in fascia il primo, in attacco il secondo. Invece sono finiti spaccati. Vesentini, dopo l’infortunio estivo alla spalla ha cominciato la sua stagione il 21 settembre. Dalla prima convocazione, solo 4 presenze da 45, 22, 16 e 66’. Presenze nemmeno consecutive perché dopo la prima chance da titolare a Verona (in campo un tempo) si è fermato tre turni. Due dopo i 66’ con l’Alcione. La buona notizia è che domani torna almeno tra i convocati. Ma il vero «Godot» fin qui è stato Luca Vido. L’elemento arrivato per far fare il salto di qualità all’attacco, ma che fin ha collezionato solo frustrazione. Da grande acquisto a enorme punto di domanda. In un susseguirsi di guai muscolari. Per un ruolino di 7 presenze, mai una da 90’ e come 66’ di massimo utilizzo.
Percorso
Nelle ultime 10 partite, ha collezionato solo 41’ sul campo con l’ultima apparizione in campionato che risale al 12 ottobre scorso: un quarto d’ora contro la Pro Patria. Poi uno stop, un rientro in panchina e il tentativo di rilancio in Coppa Italia contro il Carpi a fine ottobre scorso cui è seguito un mese di stop. Anche il 28enne domani sarà in panchina. Utilizzabile? Sta di fatto che in una fase così cruciale, anche moralmente la sua presenza aiuta. Nella speranza che la figura, da «visiva» diventi presto attiva e realmente parte integrante di un attacco in cui Spagnoli e Maistrello non sono neanche da pensare fino a gennaio. Mese in cui poi andranno fatte scelte di mercato: in & out. Delle scelte andranno fatte. Fino a gennaio, fuori anche De Francesco, preziosa pedina di un centrocampo che comunque via via, a proposito di recuperi, sta ritrovando anche un Balestrero più continuo e sempre più vicino ai suoi standard: il gol in Coppa Italia gli ha dato anche più fiducia.
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