Brescia, la linea sottile tra sentirsi grandi ed esserlo davvero

Il processo di maturazione della squadra non è ancora compiuto: la foto della brutta interpretazione di Crema è nei due gol presi ancor più che in quelli sbagliati
Erica Bariselli

Erica Bariselli

Giornalista

La delusione al fischio finale - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it
La delusione al fischio finale - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it

C’è una linea sottile. Talmente tale che pare invisibile. Ma c’è e cambia il mondo. Di qua c’è il sentirsi grandi, di là c’è l’essere davvero grandi. Insieme alla possibilità di scapparsene a +4 sul Lecco, lunedì il Brescia ha perso la possibilità di appoggiare i piedi nell’emisfero dell’«essere»: come scavallare dalla vita di adolescente a quella di adulto.

Non è stata solo una questione di punti e classifica, che pure ora sono essenza. Siamo sempre lì: al come. Ci siam cascati di nuovo. E ha fatto male come e più di quel pari a Ospitaletto, come e più di quella sconfitta con il Lumezzane. Ci sono partite che dentro una stagione restano in memoria: perché rappresentano un bivio, perché cambiano in un senso qualsiasi la stagione. L’esibizione con la Pergolettese entra in questo pacchetto.

Il peso della storia

E se ti chiami Brescia e sei un Brescia in serie C, è più probabile che a far memoria concorrano gare in cui hai steccato invece che quelle in cui hai eccelso. È il peso della storia, è la storia del tuo nome e se cadi fai rumore: se invece sei in volo, stai né più né meno facendo il tuo dovere. Va accettato insieme ai benefit del vestire Brescia. Il ko di Crema è stato grave anche per il momento della stagione. Nell’80% delle partite del girone, la differenza nel bene o nel male la fa la squadra più forte: con il suo atteggiamento. E le motivazioni le devi trovare da te: fame e le devi allenare per conto tuo. Altrimenti ti consegni mani e piedi. Come è avvenuto lunedì.

Serie C, gli scatti di Pergolettese-Union Brescia
Fotogallery
54 foto
Serie C, gli scatti di Pergolettese-Union Brescia

I gol subiti

La foto di un’interpretazione inammissibile (leziosa nel primo tempo, impotente nella ripresa), è nei due gol presi ancor più che in quelli sbagliati (sebbene pure l’errore di Crespi sullo 0-0 o il tiro a giro di Lamesta sull’1-1 raccontino di chi si è fermato un attimo davanti allo specchio): quelle incertezze in area sono state esse stesse svagatezza. Che è successo? Che il Brescia si è sentito grande, ma senza ancora esserlo. Essere davvero grandi significa avere il doppio della tigna quindi l’impegno appare difficile la metà.

Al Brescia di questa sua annata ibrida, in un accrocchio di differenti dimensioni e svariati livelli da alzare, mancano ancora le sfumature. E allora diventano secondarie anche le osservazioni sulla funzionalità della rosa, sulle assenze, sulle mancanze arbitrali (così indifendibili i biancazzurri lunedì che nemmeno un solare rigore su Crespi è diventato argomento), sul fatto che anche fisicamente la squadra sia parsa non in grado di reggere bene due gare in 5 giorni. Sentirsi grandi o essere grandi: c’è una linea sottile. E il Brescia deve ancora trovarla.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Sport

Calcio, basket, pallavolo, rugby, pallanuoto e tanto altro... Storie di sport, di sfide, di tifo. Biancoblù e non solo.

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...
SponsorizzatoTecniche mininvasive per un sorriso più luminosoTecniche mininvasive per un sorriso più luminoso

Forte della formazione maturata negli Stati Uniti, il dottor Nicolò Coccoli punta su tecniche conservative che uniscono estetica e funzione

Aree naturali protette del bresciano - Ambienti e percorsiAree naturali protette del bresciano - Ambienti e percorsi

La seconda guida Grafo è dedicata al Parco Alto Garda Bresciano, ai parchi dell’hinterland e della pianura orientale.

SCOPRI DI PIÙ