Brescia, Diana: «Ancora avvelenato per sabato, ma grato ai tifosi»
Una grande festa come una ricarica. L’espressione a tratti truce di mister Aimo Diana fa capire che il boccone amaro della sconfitta all’esordio non è stato digerito del tutto: «Io sono ancora avvelenato. Non siamo partiti come volevamo, senza dubbio. Al di là di quello che c’è intorno a noi che, ribadisco, è clamoroso, bellissimo, fantastico come l’applauso a fine partita dopo la sconfitta che ci fa capire che la fiducia in noi è tanta, sono molto concentrato sul trovare la quadra giusta e sono sicuro che la troveremo anche se è cambiato tanto in noi e questa serata lo dimostra. Ci vuole ancora un pochino di pazienza e chiedo a tutti di sostenerci finché lo meritiamo.
Emozioni e campo
«Siamo professionisti – dice ancora – e quindi dobbiamo solo concentrarci sulle cose di campo. Ma è normale che io veda nello sguardo dei miei ragazzi, anche prima della partita, un’emozione particolare. E questo vuol dire tante energie che se ne stanno andando ancora prima di cominciare. Ma ci si deve abituare: siamo una squadra ancora in costruzione con una dozzina di giocatori nuovi. Si vuole tutto e subito e non è semplice. Cercheremo di accorciare i tempi almeno sotto l’aspetto delle prestazioni, poi sono certo che arriverà anche tutto il resto».
Torna sulla gara con l’Arzignano: «Sono arrabbiatissimo soprattutto per il gol preso a difesa schierata. Se gli avversari ti sovrastano, ci può stare. Non così. Questa arrabbiatura scatena però un’energia positiva. Contraccolpo psicologico? Assolutamente no. Sennò dovremmo smettere di giocare a calcio e di fare gli allenatori».
Portiere e capitano

Serata speciale per il brescianissimo Stefano Gori: «Grande calore, ma ce l’aspettavamo perché tutti hanno capito il contesto in cui si trovano. Responsabilità diversa? Beh, già da portiere la senti di più; se poi sei il portiere della squadra della tua città, anche oltre. Con l’Arzignano è stata comunque una sconfitta immeritata: cercheremo di essere più cinici, lavorando di più sui nostri difetti esaltando di contro i nostri pregi».
Arriva poi il messaggio di capitan Davide Balestrero: «A nome dei miei compagni, volevo ringraziare tutti i tifosi per l’amore e per l’entusiasmo che ci hanno trasmesso. E grazie per quell’applauso a fine partita, per noi ha significato tanto perché noi li sentiamo vicini. Una sconfitta che ci ha lasciato dentro rabbia, anche perché noi siamo una squadra ambiziosa formata da ragazzi che hanno voglia di ottenere il massimo. Mentamente ancora da “stappare”? Ma no, qui ci sono tanti ragazzi che hanno giocato in piazze e categorie importanti, quindi abituati alla pressione. E poi un tifo del genere è solo gratificante, uno stimolo in più. Non certo un limite, mi fa strano sentirlo».

Essere capitano del Brescia? «È emozionante, ti senti sulle spalle una città ed una provincia intera. Responsabilità, ma vissuta con orgoglio e serenità. Abbiamo saputo che i tifosi hanno polverizzato in un attimo tutti i 500 biglietti a disposizione: vediamo se riusciamo a portarne qualcun altro in panchina con noi… ». Balestrero che poi, con tutti i compagni, è sceso dal palco per abbracciare i tifosi festanti: «Ragazzi – s’è rivolto loro da un megafono – volevamo ringraziarvi per il grande sostegno che ci state dando. Ci spiace per l’altra sera, sportivamente triste, ma quell’energia che ci avete dato cerchiamo di restituirvela sotto forma di risultati».
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
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