Calcio

Brescia, la promessa di Cazzadori: «Ora cercheremo di dare solo gioie»

Fabrizio Zanolini
L’attaccante: «Febbraio mese tosto, ma giochiamocela con la nostra mentalità vincente». Intanto il Lecco perde contro l’Inter: secondo posto ancora a un punto
Un'esultanza di Denis Cazzadori - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it
Un'esultanza di Denis Cazzadori - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it
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Ha retto, negli ultimi tre mesi di piena emergenza, tutto il peso dell’attacco sulle sue spalle di 21enne. Spalle che però si sono rivelate larghe. Spalle alle quali questo Brescia deve tanto. Ecco perché, il mezzo passo indietro con il Renate, non glielo si può davvero far pesare. Denis Cazzadori, ieri sera ospite a «Parole di calcio» negli studi di Teletutto, è uno che non molla.

E anche i bresciani, che amano questa prerogativa, hanno imparato a conoscerlo e ad apprezzarlo in questi mesi di battaglie, spesso impari sotto l’aspetto fisico contro difensori sovente oltre i 190 cm, ma spesso vinte anche in elevazione grazie a stacchi imperiosi. E grazie a quei sei gol, quasi tutti nei minuti finali, che hanno più volte tolto le castagne dal fuoco.

Le considerazioni

Quelle che però sono bruciate sabato scorso, nella quarta sconfitta interna: «Il Renate è squadra fastidiosa, di categoria – afferma l’attaccante dell’Union Brescia –. Noi siamo stati sfortunati non trovando prima il gol nonostante le tante occasioni create». Una sconfitta che ha ricordato un po’ il «leit motiv» di quelle precedenti: Brescia sprecone, avversari cinici: «Per me tutte le partite sono diverse. Vero che spesso le avversarie contro di noi, come ha fatto il Renate, restano rintanate; così come è vero che sono pesati anche alcuni nostri errori individuali. Ma ripeto, ogni partita fa storia a sé».

Troppi i punti lasciati al Rigamonti per non avere rimpianti: «Perché fuori casa siamo imbattuti e in casa stecchiamo? Mah, chiaro che tanti tifosi forse creano un po’ d’ansia: personalmente, nelle prime partite mi tremavano un po’ le gambe. Ma è anche vero che attaccare sotto quella Curva è bellissimo. Il campionato è ancora lungo, cercheremo d’ora in poi di dare solo gioie ai nostri tifosi».

Stakanovista

Cazzadori, a tempo perso è anche cuoco: «Ho fatto la scuola alberghiera, il mio cavallo di battaglia è la carbonara», ma soprattutto è l’unico giocatore di movimento del Brescia ad essere sceso in campo in tutte le partite fin qui giocate dai biancazzurri con ben sedici maglie da titolare su ventitré match.

Uno spazio che si è ritagliato sì per le tante assenze nel reparto offensivo, ma con il campo che ne ha sentenziato le qualità: «Al mio arrivo qui, sapevo che sarebbe stato difficile trovare spazio visti gli importanti compagni di reparto in rosa, ma mi sono giocato le mie carte. Sebbene io, seconda punta, mi sia ritrovato a dover fare la punta centrale…».

Il pensiero è già proiettato a Gorgonzola, trasferta del posticipo della prossima giornata dove Balestrero e compagni cercano il pronto riscatto: «Febbraio sarà un mese difficile, impegnativo per le tante partite in programma. Ma ora è rientrato Vido, è arrivato Crespi: puntiamo a vincere il più possibile, a cominciare dalla sfida di lunedì prossimo con la Giana. È un campo difficile, ma dobbiamo guardare solo a noi stessi ed andare a giocarcela con la nostra mentalità vincente».

La buona notizia

Per un Brescia che, nonostante la sconfitta con il Renate, non ha perso contatto dalla seconda in classifica, il Lecco, ieri sera battuto a domicilio (ed in modo netto anche sotto l’aspetto del gioco) dall’Inter U23 restando così davanti agli uomini di Corini di un sol punto. Continua invece il volo solitario del Vicenza che ha asfaltato al Menti il Cittadella portandosi a +16 sul Brescia.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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