«V» e marchio storico tornano «a casa Brescia»: «Vittoria, però ora la B»

L’Union si è aggiudicata il comodato d’uso dei simboli, Pasini: «Promessa mantenuta, ci tenevamo tutti»
Erica Bariselli

Erica Bariselli

Giornalista

Roberto Baggio con la "V" sul petto
Roberto Baggio con la "V" sul petto

«Perché qualunque cosa accada, noi ci troviamo a casa». Che è come la più bella promessa quotidiana he una coppia possa farsi. Casa è il rifugio da ogni male. E di male, i tifosi del Brescia ne hanno patito tanto, troppo. In maniera pressoché intollerabile.

Adesso però è il tempo del ricongiungimento con gli affetti più cari, è il tempo di fissare anche la residenza, non solo il domicilio, al loft dell’Union Brescia: con la «V» e il marchio storico dell’era Corioni si torna a casa. Oppure, sono la «V» e il marchio storico a tornare a casa.

È questione di punti di vista. Ma non cambia quella che è l’essenza: a pochi giorni dal primo compleanno della sua società, erede del Brescia calcio, Giuseppe Pasini è riuscito a mantenere la solenne promessa di ridare ai bresciani di sangue biancazzurro ciò che è dei bresciani di sangue biancazzurro: «E sono contento, da uno a dieci direi 10, di avercela fatta. Lo avevo promesso e di solito io le promesse le mantengo» dice un sorridente Pasini a Desenzano del Garda su un anonimo marciapiede che per poco meno di un’ora è stato l’ombelico del mondo Brescia.

I fatti

Davanti allo studio della commercialista Barbara Lazzari, curatrice fallimentare della Brescia Service, controllante del Brescia di Corioni, il presidente dell’Union Brescia esibisce la faccia dei giorni migliori. L’asta per riprendersi i simboli è andata come si pensava e come doveva.

Nessuna azione di disturbo: l’Union Brescia è stato l’unico soggetto a presentare un’offerta per il comodato d’uso, destinato poi a diventare acquisto, di marchio e «V».

Le cifre: 50.000 euro l’anno per tre anni per l’affitto (poi eventualmente prorogabile) e 200.000 euro per il riscatto a titolo definitivo quando la procedura giudiziaria nella quale il logo dell’era Corioni è rimasto incastrato sarà giunta a termine. Servirà ancora qualche giorno (ne parliamo a parte) per decretare il buon fine dell’operazione, ma il più è fatto. Vero che «non dire gatto se non l’hai nel sacco», ma è veramente difficile pensare che qualcosa ora possa andare storto.

Fabio Corioni con la maglia del centenario
Fabio Corioni con la maglia del centenario

Semmai, più in là, l’Union Brescia potrebbe trovarsi a fare i conti con azioni legali da parte di Cellino: «Faccia quel che crede – allarga le braccia Pasini –: noi ci siamo attenuti esattamente a quel che era richiesto per partecipare a un’asta pubblica».

Vittoria

«Per me questa è una vittoria» commenta ancora il presidente del Brescia: «Ero fiducioso e sono soddisfatto anche se mancano ancora dei passaggi ed è giusto fare attenzione... Quando sarà tutto a posto poi presenteremo ufficialmente le nuove maglie. L’aggiudicazione di questi simboli – osserva ancora il presidente Pasini – significa dare ai tifosi ciò che si meritavano: se lo aspettavano già l’anno scorso, ma non era stato proprio possibile accontentarli. Ci tenevano tanto loro, ma ci tenevo tanto anche io».

E ancora: «Qualcuno mi aveva addirittura detto "pres, ci porti la V ancora prima della promozione". Ecco, ora ci siamo quindi adesso pensiamo al campo e a centrare davvero il salto in serie B perché la serie C ci sta stretta: speriamo che la "V" ci dia una bella spinta in questo senso».

Ora ci si attende un impulso in termini di abbonamenti: «I presupposti di 2616 tessere in prelazione sono buoni» mentre dalla società ci si attende un impulso sul mercato. Mallamo e Casasola sono in cascina. Poi cosa serve? Un trequartista e...? «Diciamo anche un difensore centrale. Stiamo vedendo. Però siamo ancora all’inizio e il mercato dura due mesi. Che sono decisamente troppi...».

Nel frattempo però: qualunque cosa accada, noi ci vediamo a casa. Una «V» e un marchio: chiedici se siamo felici.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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