Calcio

Brescia, la parabola di Cisco: da titolarissimo a vice in attesa

Zero gare da titolare dall’arrivo di Marras, per il quale è stato fatto un investimento importante: l’ex Perugia paga soprattutto l’indisciplina tattica
Andrea Cisco - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it
Andrea Cisco - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it
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La fascia destra del Brescia ha cambiato padrone. E siccome i galloni da titolare sono stati cuciti su un’altra uniforme, chi li ha persi si ritrova di colpo ridimensionato, nelle gerarchie e nel minutaggio. La stagione di Andrea Cisco ha preso una piega inattesa.

I passaggi

Era partito come elemento anarchico, poco incline ad inquadramenti tattici, più utile in corso d’opera che dall’inizio. Una fase durata in realtà poco, perché già dalla terza giornata con la Pro Vercelli Diana l’aveva incardinato nel suo undici, dal quale non è praticamente più uscito: dieci gare su dodici da titolare, con tre gol e tre assist ammonticchiati lungo il cammino.

S’era trovata una sorta di compromesso tra l’indole un po’ scapestrata del giocatore e le esigenze di equilibrio della squadra. Poi c’è stato l’avvento di Corini, che per un po’ ha proseguito l’opera da predecessore: con lui Cisco ha giocato dall’inizio le prime quattro gare, dalla Dolomiti Bellunesi al Trento, facendo peraltro il pieno di vittorie.

La svolta

Manuel Marras si è preso la fascia destra - Foto New Reporter Pasotti © www.giornaledibrescia.it
Manuel Marras si è preso la fascia destra - Foto New Reporter Pasotti © www.giornaledibrescia.it

A quel punto è arrivato Manuel Marras, su precisa richiesta dello stesso Eugenio, che ne ha coerentemente fatto un fedelissimo. Il risultato è che Cisco non gioca una partita da titolare dal dieci gennaio, un mese e mezzo, e ha azzerato i suoi numeri: nessun gol e nessun assist da allora, e più in generale da quando Corini è tornato a sedere sulla panchina del Brescia.

Con la Pro Patria è rimasto a guardare i compagni per tutta la partita. In stagione era accaduto soltanto in un’altra circostanza, a ottobre contro il Lecco, ma in quel caso rientrava da un infortunio. La scelta questa volta è maturata in condizioni ben diverse, perdipiù con la solita emergenza a rosicchiare alternative e margini d’intervento per Corini. Proprio per questo sorprende due volte.

La scelta

Cisco si trascina un vecchio difetto: capita più del dovuto che la soglia dell’attenzione crolli, che non esegua con disciplina le consegne tattiche dell’allenatore. Diana aveva trovato un modo per aggirare questi inconvenienti, che comunque tornavano periodicamente ad affiorare. Corini ha tra le mani un’alternativa più affidabile e la sfrutta. Difficile fargliene un torto, anche perché Marras è a tutti gli effetti un maxi-investimento della società: non tanto per il cartellino (50mila euro l’esborso alla Reggiana), ma per l’ingaggio (250mila euro) e la durata del contratto (due anni e mezzo).

Bisognerebbe forse interrogarsi sulle ragioni a monte di quella scelta: numericamente un esterno serviva, vista la lungodegenza di Guglielmotti, ma puntare su un giocatore di quel calibro comporta inevitabilmente uno sfilacciamento della fiducia nei confronti di Cisco. Da Marras ci si aspetta di più, ma è uno dei giocatori sui quali il Brescia intende costruire il proprio futuro. Cisco deve invece evolversi per non disperdere il proprio talento. Per la sua carriera, forse anche per la sua permanenza a Brescia, questo è un passaggio fondamentale.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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